In Italia il cane in casa è una cosa vecchia: i mosaici di Pompei del primo secolo, con la scritta cave canem sulla soglia della Casa del Poeta Tragico, mostrano un cane alla catena all'ingresso, cioè fra la strada e le stanze. Per secoli il cane è rimasto lì, sulla soglia, e le zampe non erano un problema. Il cane sul divano è arrivato con i pavimenti lucidi, nel Novecento, e con lui il problema di ogni rientro.

Con la pioggia d'autunno le impronte tornano sul parquet, e girano tre frasi. La prima dice che basta uno straccio bagnato sulla soglia. La seconda dice che le salviette umidificate sono la soluzione più comoda. La terza dice che il cane che si lecca le zampe le pulisce da solo. Questo articolo le mette sul tavolo. Prima spiega che cosa c'è davvero sulle zampe al rientro e che cosa fa al pavimento e al cane. Poi dice come pulirle in tre minuti senza rovinare né l'uno né l'altro.

Che cosa vuol dire davvero zampe sporche al rientro

Zampe sporche vuol dire terra, sabbia, foglie, e in città anche altro: sale antigelo d'inverno, olio dell'asfalto, residui di detersivo dei marciapiedi lavati, e in campagna fango con quello che il fango contiene. Tutto questo sta sui cuscinetti, cioè la parte spessa e ruvida sotto la zampa, e fra le dita, dove il pelo lo trattiene. Il cuscinetto è pelle dura, ma la pelle fra le dita è sottile.

Il pavimento soffre in due modi. La sabbia e la terra graffiano il parquet e il gres lucido quando il cane cammina, perché i cuscinetti le premono come carta vetrata. Il fango bagnato si asciuga e lascia aloni che il panno spande invece di togliere. Il sale antigelo, in inverno, macchia il parquet e lo scolorisce.

Il primo modo sbagliato di capire il problema è pensare che sia solo estetico. Le zampe portano in casa quello che sta sulle strade, e il cane se lo lecca. Il secondo è pensare che pulire voglia dire bagnare. Zampe sporche lavate e lasciate umide fra le dita sono il posto in cui la pelle si irrita e si arrossa. Il terzo è pensare che il cane le pulisca leccando: il cane che lecca le zampe dopo la passeggiata sta leccando via il sale o il detersivo, e a volte è il segno che gli bruciano.

Che cosa succede quando si sbaglia. Il parquet vicino alla porta ha graffi fini dopo un inverno. Il cane con le zampe lavate ogni giorno e non asciugate ha il pelo fra le dita rosso e appiccicoso dopo un mese, e a quel punto serve il veterinario. Il cane pulito con le salviette all'alcol ha i cuscinetti secchi e screpolati a gennaio. E il cane a cui nessuno tocca le zampe scappa quando arriva l'asciugamano, e la pulizia diventa una lotta.

Le applicazioni che promettono di risolverlo

Anche qui il telefono ha la sua offerta. Ci sono applicazioni per il meteo con l'avviso di strade bagnate o salate, così si sa che cosa aspettarsi al rientro. Altre danno una routine del rientro con il promemoria, passo per passo. Altre ancora fotografano i cuscinetti e dicono se sono screpolati.

Il promemoria fa la cosa più utile di tutte: la pulizia delle zampe salta quando si ha fretta, e un avviso alla porta la salva. Il meteo con le strade salate serve in città d'inverno, dove il sale non si vede e brucia. Zampe sporche sono un problema di abitudine più che di tecnica, e su questo l'applicazione aiuta.

Quelle che leggono i cuscinetti dalla foto sbagliano come sempre: la pelle fra le dita, che è quella che si irrita, non si vede in uno scatto del cuscinetto. Zampe sporche vanno guardate aprendo le dita con le mani, alla luce, e quello lo fa chi tiene la zampa. L'applicazione può ricordare e avvisare. Non può asciugare fra le dita, che è il passo che nessuno fa.

Quello che dicevano i nonni e quello che dice la ricerca

La tradizione del cane sulla soglia ha le sue regole. Nelle case di campagna del Centro e del Sud il cane dormiva nella loggia o sotto il portico, su un sacco, e le zampe non entravano: il problema si risolveva alla porta. I cacciatori del Nord controllavano le zampe dei cani al rientro dalla palude, dita per dita, per le spine e le sanguisughe, e le asciugavano con la paglia. Nelle case di città del Novecento si teneva uno straccio bagnato sulla soglia, e il cane ci passava sopra.

Che cosa c'è di vero. Il cane sotto il portico non aveva il problema perché non aveva il parquet. Il controllo dita per dita dei cacciatori è il gesto giusto, e da lì viene il passo che conta. Lo straccio bagnato toglie il fango grosso e lascia le dita umide, e per questo funziona a metà.

La ricerca ha guardato la pelle fra le dita. Jangi Bajwa, in una rassegna del 2016 sul Canadian Veterinary Journal, ha messo in fila le cause dell'infiammazione delle zampe nel cane e ha trovato in cima l'umidità che resta fra le dita, gli irritanti come il sale e i detersivi, e il leccamento che segue. Lo studio di Dickerson e Hu del 2012 sullo scrollone dice che il cane toglie l'acqua dal corpo ma non dalle zampe, che restano bagnate. Zampe sporche sono quindi un problema che i cacciatori risolvevano con le dita e con la paglia, e che la ricerca spiega con l'umidità fra le dita. Perché guardarle ogni giorno lo abbiamo spiegato in perché controllare le zampe. Zampe sporche si puliscono per il pavimento e si asciugano per il cane, e il secondo gesto vale più del primo.

Zampe sporche al rientro: come pulirle, un passo alla volta

La pulizia si fa sulla porta, prima che il cane entri, e dura tre minuti. Ecco i passi.

  • Tieni alla porta uno zerbino ruvido dentro e uno fuori, e fai fermare il cane su quello dentro con un premio. La sabbia grossa resta lì e non arriva al parquet.
  • Con la terra asciutta basta un asciugamano di microfibra: una zampa alla volta, strofina i cuscinetti e passa fra le dita. Zampe sporche di polvere non vanno bagnate.
  • Con il fango usa una bacinella bassa con acqua tiepida, una zampa alla volta, dieci secondi, senza sapone. Il sapone ogni giorno secca i cuscinetti.
  • Con il sale antigelo o l'asfalto sciacqua con acqua tiepida e, se resta unto, una goccia di sapone neutro una volta, non ogni giorno.
  • Asciuga fra le dita aprendole con il pollice, una per una, con l'asciugamano. È il passo che salta sempre ed è quello che evita la pelle rossa.
  • Guarda i cuscinetti alla luce: tagli, spine, screpolature. Se sono secchi, una goccia di olio di oliva o di burro per zampe due volte a settimana, non di più.
  • Insegna il gesto con i premi, dal cucciolo o da subito. Zampe sporche pulite con un cane che collabora sono tre minuti, con un cane che scappa sono dieci.

Il cane accetta la pulizia in due settimane di premi. Il parquet smette di graffiarsi dal primo giorno con lo zerbino dentro. La pelle fra le dita resta sana per tutto l'inverno se l'asciugatura non salta.

Lo stesso metodo vale anche per altri pavimenti e altre stagioni

Il metodo cambia poco con il pavimento. Il parquet teme la sabbia e il sale, e chiede lo zerbino dentro. Il gres e il marmo temono gli aloni del fango, e chiedono la bacinella. Il cotto assorbe l'acqua e il fango, e chiede il cane asciutto prima di entrare. La moquette e i tappeti chiedono tutto insieme.

Cambia con la stagione. In autunno è il fango. In inverno è il sale, che brucia e macchia, e la sciacquata diventa obbligatoria. In estate è l'asfalto caldo, che scioglie il catrame e lo attacca ai cuscinetti. In primavera sono i pollini e le spighe, che entrano fra le dita. Zampe sporche sono un problema di ogni stagione, e cambia solo quello che si toglie.

Il cane è entrato in casa dalla soglia di Pompei al divano di oggi, e le zampe sono entrate con lui. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto tre risposte. Lo straccio bagnato sulla soglia pulisce a metà e lascia le dita umide. Le salviette con l'alcol seccano i cuscinetti. Il cane che si lecca le zampe non le pulisce: a volte gli bruciano. Le applicazioni ricordano il gesto ma non asciugano fra le dita. I cacciatori controllavano le zampe dita per dita, e la ricerca ha trovato nell'umidità fra le dita la prima causa della pelle irritata. I passi sono sette, dallo zerbino al premio, e il quinto, asciugare fra le dita, è quello che salta sempre. Zampe sporche si puliscono in tre minuti alla porta, e il pavimento e il cane ringraziano allo stesso modo.