Il forasacco è la spiga dell'orzo selvatico, e cresce nelle stesse strade dove passeggiano i cani da quando esistono le strade. Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia del primo secolo, descrive l'orzo che cresce da solo lungo le vie e nei campi lasciati a riposo, e i contadini di ogni secolo dopo lo hanno chiamato con nomi diversi, spigarola, forasacco, orzo dei topi. Il nome forasacco viene dal fatto che buca i sacchi di grano, e chi lo ha scelto sapeva che cosa fa. Forasacchi è la ricerca che a settembre molti fanno tardi, quando pensano che la stagione sia finita e il cane comincia a starnutire. Intorno girano tre frasi. La prima dice che a settembre non ci sono più. La seconda dice che il cane li sente e li evita. La terza dice che se entra in una zampa esce da solo. Ognuna ha una ragione, e questo articolo la trova prima di correggerla. In fondo ci sono i posti dove controllare il cane dopo ogni passeggiata.
Forasacchi: che cosa vuol dire davvero che sono gli ultimi della stagione
La spiga dell'orzo selvatico è fatta di tante punte con le reste, cioè i filamenti rigidi, coperti di piccoli uncini rivolti tutti nello stesso verso. La forma la fa andare in una direzione sola: avanti. Se si aggancia al pelo, ogni movimento del cane la spinge verso la pelle. Se buca la pelle, ogni movimento la spinge dentro. Non torna mai indietro, perché gli uncini non lo permettono.
Forasacchi vengono capiti male in tre modi, e il cane lo paga in ambulatorio. Il primo è il calendario. La spiga secca a giugno e resta secca sul bordo delle strade fino alle piogge d'autunno. A settembre l'erba nuova la nasconde, e il cane la trova con il muso mentre annusa il verde. Chi ha smesso di controllare il cane a luglio lo controlla di nuovo quando starnutisce da due giorni.
Il secondo è il posto. Molti guardano solo fra le dita delle zampe, che è il posto più noto. Il cane però annusa, e la spiga entra nel naso: uno starnuto violento e continuo, con il muso strofinato a terra. Entra nell'orecchio: il cane scuote la testa e la tiene piegata. Entra nell'occhio, sotto la palpebra: l'occhio chiuso e lacrimante. Sono tre posti in cui le dita non arrivano.
Il terzo è aspettare. Una spiga fra le dita fa un gonfiore che sembra una puntura, e si aspetta che passi. In due giorni la spiga è risalita lungo la zampa e il gonfiore si è spostato più in alto, e a quel punto la deve cercare il veterinario. Forasacchi non sono un problema che passa: sono un problema che cammina, e va fermato il primo giorno.
Le applicazioni che promettono di riconoscerli
Il telefono ha qualche idea anche qui. Ci sono applicazioni che riconoscono le piante dalla foto e dicono se quella erba è orzo selvatico. Altre chiedono i sintomi del cane, dallo starnuto alla zoppia, e propongono una causa. Altre ancora segnano sulla mappa le zone della passeggiata da evitare, con le segnalazioni degli utenti.
Fanno bene una cosa: la foto della pianta. Forasacchi si evitano meglio se si impara a vedere la spiga da lontano, sul bordo del marciapiede, e un'applicazione che dice sì, è quella, insegna l'occhio in una settimana. La mappa condivisa è utile dove gli utenti sono tanti e inutile altrove, e la spiga cresce anche dove nessuno la segnala.
L'applicazione dei sintomi sbaglia nel modo peggiore. Uno starnuto continuo può essere una spiga nel naso o un raffreddore, una zampa gonfia può essere una spiga o una puntura di vespa, e la risposta automatica sceglie la più probabile, non la più urgente. Forasacchi dentro il naso o l'orecchio non aspettano il secondo tentativo del questionario: sono una visita il giorno stesso. Per la prevenzione nei mesi caldi c'è come proteggere il cane in estate, e quello che vale a giugno vale a settembre. L'applicazione riconosce la pianta. Il cane lo controllano le mani.
Forasacchi nella tradizione e nella ricerca
La tradizione italiana conosceva la spiga dai cani da caccia e da pastore. In Toscana e in Umbria i cacciatori tosavano il pelo fra le dita e sotto le orecchie del cane prima della stagione delle spighe. C'è del vero, ed è il gesto di prevenzione più utile che esista: senza pelo lungo la spiga non ha dove agganciarsi. In Sicilia i pastori passavano i cani con le mani ogni sera al rientro, dal muso alla coda, e questo è il secondo gesto che conta. In alcune zone si diceva che il cane sente la spiga e la evita, e qui non c'è niente di vero: il cane annusa l'erba con il naso a due centimetri da terra, e la spiga entra proprio così.
La ricerca ha contato dove entrano. Brennan e Ihrke, all'Università della California a Davis, hanno raccolto nel 1983 centottantadue casi di spighe migrate nel corpo di cani e gatti e li hanno pubblicati sul Journal of the American Veterinary Medical Association. Le zampe erano il posto più comune, seguite dalle orecchie, dal naso e dagli occhi, e in alcuni casi la spiga era arrivata dal naso al torace o dalla zampa lungo tutta la gamba. Erano quasi tutti cani da caccia e cani con il pelo lungo, e la stagione andava da maggio a ottobre.
Forasacchi hanno quindi due verità misurate: entrano da quattro posti, e camminano. La tradizione della tosatura e del controllo serale si dà ragione con la ricerca. La tradizione del cane che li sente no. Forasacchi vanno cercati ogni sera nei quattro posti che lo studio di Davis ha contato, e settembre è dentro la stagione, non fuori.
Dove controllare il cane dopo la passeggiata, un passo alla volta
Questo è l'ordine del controllo serale, e dura tre minuti quando diventa abitudine.
- Zampe: apri le dita una per una e guarda fra i cuscinetti e nel pelo sopra. Forasacchi qui si vedono come un filo giallo o come un puntino rosso già gonfio.
- Orecchie: solleva il padiglione e guarda dentro con la torcia del telefono. Se il cane scuote la testa dopo la passeggiata, la spiga è già dentro e serve il veterinario, non la pinzetta.
- Occhi: guarda sotto la palpebra inferiore tirandola piano. Occhio chiuso e lacrimante il giorno dopo è una visita.
- Naso: uno starnuto a raffica con il muso strofinato a terra vuol dire spiga nel naso. Non aspettare che passi: vai in ambulatorio il giorno stesso.
- Ascelle, inguine, sotto la coda e la base del collo: passa le dita contro pelo. La spiga nel pelo si toglie con le dita se non ha ancora bucato.
- Se la spiga è già nella pelle, con la punta che si vede, tirala dritta con la pinzetta, nel verso in cui è entrata. Se non si vede la punta, non scavare: è lavoro del veterinario.
- Tosa il pelo fra le dita e sotto le orecchie fino a fine ottobre. Forasacchi senza pelo dove agganciarsi cadono da soli.
Il controllo fatto ogni sera trova la spiga il primo giorno, quando è ancora fuori. Dal secondo giorno la spiga cammina, e ogni giorno in più è un centimetro in più da cercare.
Lo stesso metodo vale anche per altri cani e altre stagioni
Il controllo dei quattro posti vale per tutti i cani, e per qualcuno vale doppio. Il cane a pelo lungo e con le orecchie pendenti, come lo spaniel o il setter, è quello dello studio di Davis, e per lui la tosatura di giugno si ripete a settembre. Il cane con il muso lungo annusa più in basso e prende la spiga nel naso. Il cane piccolo cammina con la pancia nell'erba e la prende sul petto.
A maggio e giugno le spighe sono verdi e non pungono ancora, e il controllo serve poco. Da luglio a ottobre serve ogni sera. Dopo le prime piogge di novembre le spighe marciscono e la stagione finisce davvero. Forasacchi hanno un calendario di quattro mesi, e settembre è il terzo, non il primo dopo la fine.
La spiga dell'orzo selvatico cresce lungo le strade da Plinio, e il suo nome dice quello che fa. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto risposta. A settembre le spighe ci sono ancora, secche sotto l'erba nuova. Il cane non le sente, le annusa. E dalla zampa non escono da sole, camminano verso l'alto, come ha contato lo studio di Davis del 1983 su centottantadue casi. Le applicazioni riconoscono bene la pianta e male i sintomi. La tradizione della tosatura e del controllo serale si dà ragione con la ricerca, quella del cane che le evita no. I passi sono i quattro posti, zampe, orecchie, occhi e naso, più le pieghe del corpo, ogni sera fino a ottobre, e il veterinario il giorno stesso se la spiga è dentro. Forasacchi si trovano la sera in cui si guarda, non la settimana in cui si aspetta.




