Il cane esce al buio da sempre, ma è l'uomo che ha smesso di vederlo. Le città italiane hanno avuto la prima illuminazione pubblica a gas nell'Ottocento, con Torino nel 1837 come racconta la storia dei servizi urbani della città, e prima di allora chi portava il cane fuori la sera portava la lanterna. Oggi la lanterna è il lampione, e il cane nero sul marciapiede sparisce lo stesso. Buio presto è la ricerca di chi a settembre si accorge che la passeggiata delle sette è già senza luce. Intorno girano tre frasi. La prima dice che il cane vede bene al buio e quindi non ha bisogno di niente. La seconda dice che sul marciapiede non c'è pericolo. La terza dice che basta il collarino luminoso. Sono frasi con una ragione dietro, e questo articolo la trova prima di dire che cosa c'è di vero. In fondo ci sono i passi per far vedere il cane nelle sere che si accorciano.

Buio presto: che cosa vuol dire davvero far vedere il cane

Il titolo dice far vedere, non vedere. Il cane al buio se la cava meglio di te: ha più cellule per la luce debole e uno strato dietro l'occhio che la riflette, ed è il motivo per cui i suoi occhi brillano nei fari. Il problema non è il cane. È l'automobilista, il ciclista, il monopattino e l'altro cane che arrivano e non lo vedono. Far vedere il cane vuol dire renderlo visibile a chi non lo sta cercando.

Buio presto viene capito male in tre modi, e ogni volta si mette il cane in mezzo alla strada senza saperlo. Il primo è fidarsi della sua vista. Il cane vede il ciclista, il ciclista non vede il cane, e il guinzaglio lungo attraversa la pista ciclabile come un filo teso. Chi ha un cane nero con il guinzaglio nero lo scopre al primo scampanellio.

Il secondo è fidarsi del marciapiede. La passeggiata di settembre passa dai passi carrabili, dove le auto escono in retromarcia senza vedere niente sotto il metro di altezza, e dagli attraversamenti, dove il cane parte un passo prima di te. Un cane basso e scuro sotto il cofano non c'è, per chi guida.

Il terzo è mettere una luce sola e dimenticarsela. Il collarino a led scarico, o coperto dal pelo lungo, dà la sicurezza di avere fatto qualcosa e non fa vedere niente. Buio presto chiede luce che si veda da davanti e da dietro, e chiede che la luce ci sia anche su chi tiene il guinzaglio, perché l'automobilista frena per la persona prima che per il cane.

Le applicazioni che promettono di rendere sicura la passeggiata serale

Il telefono si offre di accompagnarti. Ci sono applicazioni che tracciano il percorso della passeggiata e dicono dove passano più auto a quell'ora. Altre trasformano il telefono in una torcia lampeggiante da appendere. Altre ancora, con il collare intelligente, mandano la posizione del cane in tempo reale e avvisano se si allontana.

Fanno bene una cosa: il percorso. Buio presto vuol dire scegliere una strada diversa da quella di luglio, con più lampioni e meno passi carrabili, e vedere sulla mappa dove la passeggiata incrocia la strada trafficata aiuta a spostarla di due isolati. Il collare con la posizione è utile se il cane scappa, e al buio scappa più volentieri, perché si spaventa di un'ombra.

Sbagliano quando promettono di sostituire la luce. Il telefono in mano illumina te, non il cane, e un automobilista vede uno schermo che si muove e non il guinzaglio davanti. Il collare intelligente dice dove è il cane a te, non all'auto che arriva. Buio presto si risolve con qualcosa che rifletta i fari, e nessuna applicazione lo fa. Per capire che cosa il cane vede e non vede di notte c'è cosa vede davvero il cane, che spiega anche perché non ha paura del buio ma dei rumori. L'applicazione sceglie la strada. La luce la mette la mano.

Buio presto fra la tradizione e la ricerca

La tradizione italiana conosceva il cane al buio dai pastori e dai contadini. Nel Sud i cani da pastore portavano un collare bianco di cuoio, e i pastori dicevano che serviva a distinguere il cane dal lupo nella notte. C'è del vero: il bianco riflette la poca luce che c'è e si vede da lontano, ed è lo stesso principio della fascia rifrangente. In Veneto e in Lombardia i contadini attaccavano un campanello al collare del cane che usciva la sera con la bicicletta, e anche qui c'è del vero: chi non vede sente, e un campanello avvisa il ciclista prima del guinzaglio. In molte zone si diceva che il cane nero porta sfortuna di notte, e qui c'è meno di vero, o meglio, la sfortuna è solo che non si vede.

La ricerca ha misurato da quanto lontano si vede una persona di notte. Wood, Tyrrell e Carberry, alla Queensland University of Technology in Australia, hanno pubblicato nel 2005 su Human Factors uno studio con automobilisti su strada reale: una persona vestita di scuro veniva riconosciuta a pochi metri, con il giubbotto catarifrangente più lontano, e con le fasce catarifrangenti sulle caviglie, sui polsi e sulle ginocchia molto più lontano ancora, perché il movimento delle articolazioni la faceva riconoscere come persona. Sui cani vale lo stesso principio: una fascia che si muove sulle zampe si vede prima di un collare fermo.

Buio presto ha quindi una regola misurata: rifrangente, e sulle parti che si muovono. La tradizione del collare bianco si dà ragione con la ricerca. Quella del campanello si dà ragione a metà, perché l'auto chiusa non lo sente. Buio presto si affronta con il cane e con la persona illuminati insieme, e con la parte che si muove più luminosa di quella ferma.

Come far vedere il cane nelle sere di settembre, un passo alla volta

Questo è l'ordine per la passeggiata serale, e si prepara in cinque minuti prima di uscire.

  • Metti al cane una pettorina o un collare con inserti catarifrangenti, quelli che rimandano la luce dei fari. Il colore chiaro aiuta, il rifrangente fa la differenza.
  • Aggiungi una luce a led sul collare, sul lato della strada, e controlla che sia carica prima di uscire. Buio presto si affronta con la luce accesa, non con la luce in tasca.
  • Usa un guinzaglio con la cucitura rifrangente e tienilo corto, al massimo un metro e mezzo, come chiede l'ordinanza del Ministero della Salute del 2009 sui cani in luogo pubblico. Un guinzaglio lungo al buio è un filo che nessuno vede.
  • Metti qualcosa di rifrangente anche a te, una fascia sul braccio o sulla caviglia. L'automobilista frena per la persona.
  • Scegli la strada con i lampioni e cammina con il cane dal lato interno del marciapiede, lontano dalle auto. Fermati un passo prima di ogni passo carrabile.
  • Agli attraversamenti fai sedere il cane, guarda, e attraversa quando l'auto si è fermata davvero, non quando ha rallentato.
  • Se il cane si spaventa di un rumore, non tirare: fermati, aspetta che guardi te, e riparti. Buio presto rende i rumori più forti per lui.

Il risultato si vede dalla prima sera: le auto rallentano prima, i ciclisti scampanellano da lontano. Se in una settimana nessuno ha frenato all'ultimo, l'attrezzatura fa il suo lavoro.

Lo stesso metodo vale anche per altri cani e altri mesi

La regola del rifrangente sulle parti che si muovono vale per tutti i cani, e per qualcuno vale di più. Il cane nero e il cane marrone scuro spariscono per primi, e per loro la luce a led non è un'aggiunta ma la base. Il cane piccolo sta sotto l'altezza dei fari e dei cofani, e la fascia va sulle zampe, non solo sul collo. Il cane anziano, che sente meno e vede meno, ha bisogno del guinzaglio corto anche dove prima andava sciolto.

A dicembre il buio arriva alle cinque e la passeggiata del rientro dal lavoro è tutta senza luce: quello che si prepara a settembre serve fino a marzo. In estate la stessa attrezzatura serve per l'ultima uscita della sera, alle undici, quando i ciclisti senza luce sono più di quelli con la luce. Buio presto è solo il momento in cui ci si accorge del problema, e l'attrezzatura resta appesa all'ingresso tutto l'anno.

Le città hanno avuto i lampioni dall'Ottocento, con Torino nel 1837, e prima si usciva con la lanterna. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto risposta. Il cane vede al buio, ma il problema è chi non vede lui. Sul marciapiede il pericolo c'è, ai passi carrabili e agli attraversamenti. Il collarino luminoso da solo non basta, serve il rifrangente, e serve anche sulla persona. Le applicazioni scelgono bene la strada e non sostituiscono la luce. La tradizione del collare bianco dei pastori si dà ragione con lo studio australiano del 2005, che ha misurato quanto conta il rifrangente sulle parti che si muovono. I passi sono pettorina rifrangente, led carico, guinzaglio corto e rifrangente, fascia anche a te, strada con i lampioni, seduto agli attraversamenti e calma ai rumori. Buio presto si risolve facendo vedere il cane a chi non lo sta cercando.