Nel 1872 Charles Darwin pubblicò L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali, e in quelle pagine descrisse con precisione il cane spaventato: orecchie basse, coda fra le gambe, corpo che si abbassa. Sono gli stessi segni che vedi in casa quando fuori tuona. Da allora è passato più di un secolo e mezzo, e la paura temporali cane resta uno dei problemi che i proprietari raccontano più spesso al veterinario.
Con l'autunno tornano i primi temporali seri, e con loro tre idee che vale la pena verificare. La prima dice che consolare il cane peggiora la paura, perché si premia il comportamento. La seconda dice che ci si abitua con il tempo, e che basta aspettare. La terza dice che il cane sente il temporale prima di noi e che quindi non c'è niente da fare. Sono cose che si sentono dire al parco e fra amici. Questo articolo le mette sul tavolo e le guarda una per una.
Che cosa succede davvero durante la paura temporali cane
Un temporale non è un rumore solo. È una somma di cose che arrivano insieme: il tuono, il lampo, la pioggia sul tetto, il vento, il calo della pressione dell'aria e l'elettricità statica che si accumula sul pelo. Il cane le sente tutte, e alcune le sente prima di te.
La paura temporali cane nasce quasi sempre da un fatto semplice. Il rumore forte è improvviso, non si può prevedere e non si può evitare. Il corpo reagisce come reagirebbe a un pericolo: cuore veloce, respiro corto, muscoli tesi, voglia di scappare o di nascondersi.
Ecco come la cosa viene capita male. Primo caso: si ignora il cane che trema, per non premiare la paura. Il cane resta solo nel momento peggiore e la volta dopo cerca un nascondiglio invece di cercare te. La paura non cala, cambia solo forma.
Secondo caso: si porta fuori il cane durante il temporale per fargli vedere che non succede niente. È il contrario di quello che serve. Metterlo nella situazione che teme, senza una via d'uscita, rafforza la paura invece di ridurla.
Terzo caso: si sgrida il cane che abbaia ai tuoni o che gratta le porte. Il cane non collega la sgridata al comportamento, la collega al temporale. Il risultato è che al rumore si aggiunge l'aspettativa di un rimprovero.
Nel frattempo succedono danni pratici. Molti cani fuggono proprio durante i temporali, saltando recinzioni che di solito rispettano. Altri si feriscono grattando le porte o le finestre. La paura temporali cane è una delle prime cause di fuga in autunno, e vale la pena tenerlo presente quando si lascia un cancello socchiuso.
Le applicazioni che promettono di calmare il cane
Oggi ci sono programmi per il telefono che mandano musica pensata per i cani, altri che riproducono rumori di tuono a volume crescente per abituarli, altri ancora che avvisano quando un temporale si avvicina alla tua posizione.
La paura temporali cane è anche un problema di tempistica, e su questo la tecnologia aiuta. L'avviso in anticipo è la cosa che fanno meglio. Sapere che fra un'ora arriva il temporale ti permette di preparare la stanza, di portare il cane dentro e di chiudere le imposte prima che cominci. La preparazione conta più di qualunque intervento fatto durante.
Anche i suoni registrati hanno una base seria, perché l'abitudine graduale a un rumore è una tecnica riconosciuta. Il problema è come vengono usati. Un temporale vero non è solo il suono, quindi la registrazione copre una parte del problema. E se il volume sale troppo in fretta, il risultato è l'opposto.
Dove sbagliano di più è nella promessa. La paura temporali cane ha gradi molto diversi: c'è il cane che si mette sotto il tavolo e c'è quello che si ferisce cercando di uscire. Nessun programma distingue i due casi, e il secondo va visto da un veterinario esperto in comportamento.
Una seconda cosa che i programmi non fanno è distinguere il cane che ha sempre avuto paura da quello che l'ha sviluppata di recente. Il secondo caso merita attenzione, perché a volte dietro c'è un dolore o un calo dell'udito.
Se il tuo cane rientra nel secondo gruppo, il discorso sui rumori forti che spaventano il cane aiuta a capire da dove parte tutto.
Quello che dicevano i pastori e quello che dice la ricerca
Nelle campagne italiane si diceva che il cane sente arrivare il temporale un'ora prima. È una tradizione diffusa dalle Alpi alla Sicilia, e chi viveva con gli animali ci faceva affidamento per rientrare il bestiame. Qui la tradizione ha ragione. La paura temporali cane comincia infatti molto prima del primo tuono, perché il cane percepisce suoni più bassi dei nostri e avverte il calo della pressione dell'aria.
Un'altra abitudine era mettere il cane nella stalla durante i temporali. Anche questa regge, perché uno spazio chiuso, con muri spessi e senza finestre, attutisce il rumore e toglie i lampi.
C'era poi il detto che il cane spaventato va lasciato stare. Questa è la parte che non regge, ed è all'origine del luogo comune sul consolare.
La ricerca ha misurato quanto il problema sia diffuso. Nel 2013 Emily Blackwell, John Bradshaw e Rachel Casey, dell'Università di Bristol, hanno pubblicato su Applied Animal Behaviour Science un'indagine su un ampio gruppo di proprietari. Circa metà riferiva che il proprio cane mostrava paura davanti ai rumori forti, e molti non l'avevano mai segnalato al veterinario perché lo consideravano normale.
Sempre nel 2013 Nicole Cottam, Nicholas Dodman e James Ha, negli Stati Uniti, hanno pubblicato sul Journal of Veterinary Behavior uno studio sulle fasce compressive, cioè quelle che avvolgono il torace del cane. I proprietari riferivano un miglioramento, ma gli stessi autori notano che lo studio era piccolo e senza confronto in cieco. È un risultato incoraggiante e non una prova. Sulla paura temporali cane la ricerca dice insomma che il problema è comune e che gli strumenti disponibili aiutano alcuni cani e non tutti.
Che cosa fare contro la paura temporali cane, un passo alla volta
La paura temporali cane si affronta con il bel tempo, non durante il temporale. Ecco l'ordine.
- Prepara un rifugio adesso, con il bel tempo. Una stanza interna senza finestre, o un trasportino aperto coperto da una coperta, in un punto che il cane sceglie da solo.
- Portalo lì nei giorni normali e dagli qualcosa di buono. Deve diventare un posto piacevole prima di diventare un riparo.
- Quando arriva il temporale, chiudi imposte e tapparelle e accendi la luce. Togliere i lampi elimina metà del problema.
- Copri il rumore con un suono continuo e neutro, come la lavatrice o la radio a volume basso. Il rumore di fondo smussa i picchi del tuono.
- Resta con lui e accarezzalo se lo cerca. Consolare un cane spaventato non peggiora la paura temporali cane, e lasciarlo solo lo convince che il pericolo c'è davvero.
- Non forzarlo a uscire dal nascondiglio e non portarlo fuori. Se si è infilato sotto il letto, lascialo lì e siediti vicino.
- Non sgridarlo per niente di quello che fa in quei minuti. Il collegamento che farà è con il temporale, non con il comportamento.
Il rifugio si costruisce in due o tre settimane di piccoli passaggi. La differenza si vede dal secondo o dal terzo temporale, e si misura da quanto in fretta il cane si calma dopo l'ultimo tuono.
Lo stesso metodo vale per gli altri rumori
Quello che si è detto qui funziona tale e quale per i fuochi d'artificio di fine anno, che sono anzi il caso più difficile perché durano a lungo e arrivano tutti insieme. Il rifugio preparato in autunno serve anche a dicembre.
Vale anche per i cani anziani. Con gli anni l'udito cambia e alcuni cani sviluppano la paura temporali cane da vecchi, dopo una vita passata tranquilli. Non è un capriccio ed è un motivo per farli vedere.
E vale per i cuccioli. I primi mesi sono il momento in cui un rumore forte associato a una brutta esperienza lascia il segno più a lungo, ed è lì che conviene lavorare con calma.
Si è partiti dal 1872 e da Darwin, che descrisse per primo i segni della paura nel cane. Poi sono stati messi sul tavolo tre luoghi comuni. Il primo, che consolare peggiori le cose, non regge: il cane cerca riparo e trovarlo lo aiuta. Il secondo, che ci si abitui da soli, va corretto: l'indagine di Bristol del 2013 ha trovato che il problema è diffuso e spesso non si risolve senza intervento. Il terzo, che non ci sia niente da fare perché il cane sente prima, è una mezza verità: sente prima, e proprio per questo si può preparare la casa in anticipo.
Le applicazioni servono per l'avviso e non per la cura. I pastori avevano ragione sul fiuto del temporale e sulla stalla, e torto sul lasciar stare il cane. I passi da fare si preparano col bel tempo. Se il cane si ferisce o scappa, la paura temporali cane non è più una questione di gestione e va portata dal veterinario.




