Il cane esce al guinzaglio per legge dal 1954: è il Regolamento di polizia veterinaria, il decreto 320 di quell'anno, a dire che nei luoghi pubblici il cane va tenuto al guinzaglio o con la museruola, e da allora la passeggiata è il gesto che ogni giorno fa chi ha un cane. Passeggiata d'autunno: è la stessa passeggiata di sempre, ma con quattro cose che cambiano fra settembre e novembre e che d'estate non c'erano. Su questo girano tre luoghi comuni. Il primo dice che con il fresco il cane può stare fuori quanto vuole. Il secondo dice che le zecche finiscono con l'estate. Il terzo dice che in autunno nel prato non c'è più niente di pericoloso, perché i forasacchi sono finiti. Ognuno ha una ragione, e l'articolo la cerca prima di correggerli.
Passeggiata d'autunno: che cosa vuol dire davvero
Passeggiata d'autunno vuol dire uscire con un cane in un ambiente diverso da quello di agosto. La luce cala, e a novembre l'uscita del pomeriggio è già al buio. La terra è bagnata, e sotto le foglie ci sono cose che il cane trova con il naso prima che tu le veda: ghiande, funghi, castagne con il riccio. Le zecche tornano a muoversi con l'umidità. E il cane, dopo un'estate di uscite corte per il caldo, ha voglia di correre. Le quattro cose da controllare sono queste: le zampe, le zecche, quello che c'è per terra e la luce.
Chi lo capisce male fa tre cose. Allunga le uscite di colpo, da venti minuti a un'ora, e il cane torna a casa che zoppica, perché i cuscinetti sono ancora quelli dell'asfalto d'estate e il terreno bagnato li ammorbidisce. Smette di controllare il pelo dopo l'uscita, e trova la zecca a novembre, gonfia, attaccata da giorni. Oppure lascia il cane libero nel bosco come a luglio, e il cane mangia una ghianda o un fungo prima che tu abbia fatto in tempo a chiamarlo. Passeggiata d'autunno è la passeggiata in cui il cane sta meglio e il padrone si distrae di più.
Le applicazioni che contano i passi e segnano i percorsi
I programmi per il telefono che contano i passi del cane con un collare o con il tuo telefono fanno una cosa utile: mostrano quanto cammina davvero, e in autunno mostrano se le uscite si allungano troppo in fretta. Quelli che segnano i percorsi sulla mappa aiutano a ricordare dove ci sono le querce e dove i cani del quartiere hanno preso le zecche. Quelli che promettono di riconoscere una pianta o un fungo dalla foto sono utili per curiosità e pericolosi per decidere: sbagliano abbastanza spesso da non poterci contare quando il cane ha già ingoiato.
Passeggiata d'autunno con un'applicazione è una passeggiata contata, non una passeggiata guardata. La risposta automatica dice quanti chilometri, non che il cane ha rallentato sull'ultimo tratto. Dice il percorso, non che sotto quella quercia c'è un tappeto di ghiande. Un'applicazione può aiutare a non esagerare con i chilometri. Non può guardare il cane. Sul controllo che si fa tornati a casa, c'è già un articolo su perché controllare le zampe. Passeggiata d'autunno si prepara in due minuti prima di uscire e si chiude in due minuti dopo, e lo vediamo nei passi.
Quello che dicevano i cacciatori e quello che dice la ricerca
I cacciatori dicevano che il cane lavora meglio con le prime piogge, perché la terra bagnata trattiene gli odori: è vero, e per questo in autunno il cane annusa di più e tira di più. I pastori di montagna dicevano di guardare le orecchie e le zampe del cane ogni sera davanti al fuoco, per le zecche e le spine: la tradizione regge in pieno, e non c'è metodo migliore. In molte zone d'Italia si diceva che con il freddo le zecche muoiono, e qui la tradizione sbaglia, perché le zecche non muoiono con il fresco: si fermano solo sotto una certa temperatura, e l'autunno italiano è quasi sempre sopra.
La ricerca ha dato i numeri. Gli studi sull'attività della zecca dei boschi, raccolti dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie nei suoi monitoraggi, mostrano due picchi nell'anno, uno in primavera e uno in autunno, e un'attività che continua finché la temperatura sta sopra i sette gradi. In Italia questo vuol dire fino a novembre al Nord e tutto l'inverno al Sud. Sulle zampe, i manuali di medicina veterinaria come quello di Ettinger indicano che i cuscinetti si ispessiscono con l'uso e si ammorbidiscono con l'umidità, e che il passaggio dall'asfalto secco al terreno bagnato è il momento in cui si feriscono di più. Passeggiata d'autunno, per la ricerca, è una passeggiata con le zecche attive e i cuscinetti da controllare. Tradizione e ricerca si danno ragione sul controllo serale e sugli odori, e torto sulle zecche che muoiono. Passeggiata d'autunno finisce sempre con le mani nel pelo del cane.
Passeggiata d'autunno: le quattro cose da controllare, un passo alla volta
Passeggiata d'autunno si prepara prima di aprire la porta e si chiude prima di togliere il guinzaglio.
- Prima di uscire, guarda i cuscinetti: se sono screpolati o hanno un taglio, la passeggiata si fa breve e sull'asfalto, non nel bosco bagnato.
- Controlla che il trattamento contro le zecche sia in corso: la scadenza si segna sul calendario, e in autunno non si sospende.
- Allunga le uscite di dieci minuti a settimana, non di mezz'ora in un giorno. Il cane che rallenta nell'ultimo tratto sta dicendo che è troppo.
- Nel bosco e nei parchi con le querce tieni il guinzaglio, o insegna il richiamo con un boccone prima che il cane trovi la ghianda.
- Dopo le quattro del pomeriggio, da ottobre, metti al cane un collare che si vede o una luce, e a te un giubbotto chiaro.
- Tornati a casa, passa le mani su orecchie, collo, ascelle e fra le dita. Una zecca si sente come un chicco di riso attaccato.
- Asciuga le zampe con un panno e guarda fra i cuscinetti: terra, foglie, una spina.
Passeggiata d'autunno con questi sette gesti costa quattro minuti in tutto, due prima e due dopo. Il risultato è in negativo: niente zecche a novembre, niente zoppie, niente corse al veterinario per un fungo.
Lo stesso metodo vale anche per altri cani e altri mesi
I quattro controlli cambiano di peso secondo il cane. Il cucciolo, che ha i cuscinetti ancora morbidi, chiede uscite più corte e il controllo delle zampe ogni volta. Il cane anziano, che ha meno riserva, sente il freddo umido nelle articolazioni e chiede uscite frequenti e brevi invece di una lunga. Il cane a pelo lungo nasconde le zecche meglio di quello a pelo raso e chiede il pettine, non solo le mani. In primavera i quattro controlli tornano uguali, con le zecche al primo picco e i forasacchi al posto delle ghiande. E in città il bosco non c'è, ma le querce nei parchi sì, e le zecche nelle aiuole anche. Passeggiata d'autunno è solo il nome della prima stagione in cui questi quattro gesti tornano a servire dopo l'estate.
La passeggiata è un obbligo di legge dal 1954 e un'abitudine da sempre. I tre luoghi comuni finiscono così: con il fresco il cane sta meglio ma i cuscinetti no, le zecche non finiscono con l'estate ma con i sette gradi, e nel prato d'autunno al posto dei forasacchi ci sono ghiande e funghi. Le applicazioni contano i chilometri e non guardano il cane. I cacciatori avevano ragione sugli odori e i pastori sul controllo serale, e la ricerca ha dato i due picchi delle zecche e la fragilità dei cuscinetti bagnati. I passi sono sette: cuscinetti, trattamento, dieci minuti a settimana, guinzaglio sotto le querce, luce, mani nel pelo, zampe asciutte. Passeggiata d'autunno è la più bella dell'anno, e per questo è quella in cui si guarda di meno.




