Le zecche stanno addosso ai cani da quando i cani stanno addosso all'uomo. Aristotele, nella Storia degli animali del quarto secolo avanti Cristo, le descrive come bestie che nascono dall'erba e si attaccano ai cani e ai buoi, e le chiama il più schifoso degli animali. Duemila anni dopo i pastori siciliani le toglievano ai cani con il ferro caldo o con una goccia d'olio, e i cacciatori del Nord le cercavano dietro le orecchie al rientro. Zecche in autunno è la ricerca che sale a settembre, quando molti smettono di pensarci. Intorno girano tre frasi. La prima dice che con il fresco le zecche muoiono. La seconda dice che in città non ci sono. La terza dice che l'antiparassitario di giugno copre fino all'inverno. Sono frasi con una ragione dietro, e questo articolo la trova prima di dire che cosa c'è di vero. In fondo ci sono i passi per proteggere il cane fino a novembre.
Zecche in autunno: che cosa vuol dire davvero che sono ancora attive
La zecca non è un insetto ma un parente del ragno, con otto zampe e senza ali. Non salta e non vola. Aspetta sull'erba, sui cespugli e sulle foglie secche con le zampe davanti tese, e si aggancia a quello che passa. Le due zecche più comuni sui cani in Italia sono la zecca del cane, che vive anche nei cortili e nei canili, e la zecca dei boschi, che sta nell'erba alta e umida. Tutte e due lavorano finché la temperatura sta sopra i pochi gradi, e settembre è ancora un mese caldo.
Zecche in autunno vengono capite male in tre modi, e il cane lo paga. Il primo è pensare che finita l'estate sia finita la stagione. Molti sospendono l'antiparassitario, cioè il prodotto contro pulci e zecche, a fine agosto. Il cane va nel parco di ottobre, con l'erba che ricresce dopo le prime piogge, e torna a casa con una zecca gonfia dietro l'orecchio.
Il secondo è controllare solo dopo la campagna. Il cane di città, che fa la sua passeggiata nell'aiuola sotto casa, incontra la zecca del cane che è scesa da un altro cane il giorno prima. Chi non lo controlla mai trova la zecca dopo una settimana, già piena, e a quel punto il morso è durato giorni.
Il terzo è togliere la zecca a modo suo. Il fiammifero, l'olio, l'alcol, le dita che schiacciano: sono gesti tramandati e tutti sbagliati, perché fanno vomitare la zecca dentro il morso. Il cane si ritrova con una crosta che non passa e a volte con un pezzo di zecca nella pelle. Zecche in autunno vanno tolte come quelle d'estate, con la pinzetta apposta, e più avanti si dice come.
Le applicazioni che promettono di avvisarti
Il telefono si è messo anche su questo. Ci sono applicazioni che fotografano la zecca tolta e dicono di che specie è. Altre mostrano una mappa del rischio zecche per la tua zona, aggiornata con le segnalazioni degli utenti. Altre ancora tengono il calendario dell'antiparassitario e mandano il promemoria della pipetta.
Fanno bene una cosa: il promemoria. Zecche in autunno arrivano proprio perché la pipetta di luglio è scaduta e nessuno se lo ricorda, e un avviso sul telefono il giorno giusto vale più di molte raccomandazioni. La mappa del rischio è utile come idea e debole come dato: dipende da chi segnala, e le zone dove nessuno usa l'applicazione sembrano pulite anche quando non lo sono.
Il riconoscimento dalla foto sbaglia spesso. Una zecca piena di sangue è grigia e tonda, e la specie si vede solo sulle zampe e sul dorso, che nella foto non ci sono. Zecche in autunno sono le stesse di giugno, e per il cane non cambia niente sapere il nome latino: cambia toglierla presto e bene. Su questo la guida è cosa fare se trovi una zecca, che va letta prima di averne bisogno. L'applicazione ricorda la data. Le mani cercano dietro le orecchie.
Zecche in autunno fra la tradizione e la ricerca
La tradizione italiana conosceva le zecche meglio di molti prodotti. I pastori delle Madonie e dei Nebrodi, in Sicilia, passavano i cani con un panno bagnato di acqua e aceto al rientro dal pascolo. C'è del vero: il panno bagnato porta via le zecche non ancora attaccate, e l'aceto non piace loro. Nel Nord i cacciatori controllavano il cane a mano, dal muso alla coda, prima di farlo salire in macchina. Anche qui c'è del vero, ed è il gesto più utile di tutti. In molte zone si usava l'olio per soffocare la zecca attaccata, e qui c'è meno di vero: la zecca non muore in fretta, e intanto rigurgita nel morso.
La ricerca ha guardato quanto dura la stagione. Dantas-Torres e Otranto, all'Università di Bari, hanno seguito per anni la zecca del cane nel Sud Italia e nel 2011 hanno pubblicato che nelle zone calde è attiva da marzo a novembre, con un secondo picco in autunno, e che negli ambienti chiusi e riscaldati, come i canili e i garage, non smette mai. La zecca dei boschi, secondo le linee guida europee ESCCAP sui parassiti del cane, è attiva sopra i sette gradi e ha il suo secondo picco a settembre e ottobre.
Zecche in autunno hanno quindi una ragione misurata: due picchi, uno in primavera e uno in autunno, e l'inverno è solo una pausa. La tradizione del controllo a mano si dà ragione con la ricerca. La tradizione dell'olio no. Zecche in autunno sono un fatto, non una paura, e la protezione va portata almeno fino a novembre, più a lungo al Sud e nei posti riscaldati.
Come proteggere il cane dalle zecche in autunno, un passo alla volta
Questo è l'ordine che copre il cane fino a fine stagione senza dimenticanze.
- Non sospendere l'antiparassitario a settembre. Scegli con il veterinario un prodotto che copra le zecche, pipetta, compressa o collare, e segna la scadenza sul telefono. Zecche in autunno si prendono nei giorni in cui la copertura è scaduta.
- Rinnova la dose il giorno giusto, non quando ti ricordi. Un ritardo di una settimana è una settimana scoperta.
- Controlla il cane a mano dopo ogni passeggiata nell'erba, con le dita contro pelo: orecchie, sotto il collo, ascelle, inguine, fra le dita delle zampe e sotto la coda.
- Se trovi una zecca attaccata, toglila subito con la pinzetta a uncino o a leva, prendendola vicino alla pelle e ruotando piano. Niente olio, niente fiamma, niente dita.
- Guarda il punto del morso per una settimana. Se resta rosso e gonfio o se il cane ha febbre o non mangia, vai dal veterinario.
- Tieni corta l'erba del giardino e togli le foglie secche, dove la zecca sverna. Zecche in autunno si preparano lì.
- Al Sud e nei posti riscaldati continua la protezione anche in inverno, senza pausa.
Il risultato si vede nelle settimane: un cane coperto e controllato non arriva a novembre con una zecca piena. Se ne trovi lo stesso più di una, il prodotto non va bene per la tua zona ed è da rivedere con il veterinario.
Lo stesso metodo vale anche per altri cani e altri mesi
La regola del calendario e del controllo a mano vale per tutti i cani, ma qualcuno chiede di più. Il cane a pelo lungo nasconde la zecca sotto il mantello, e il controllo va fatto con il pettine a denti fitti, non con le dita. Il cane anziano, che sta più fermo nell'erba, ne raccoglie di più. Il cucciolo prende il primo antiparassitario con il veterinario, perché la dose va sul peso e su un cucciolo il peso cambia ogni settimana.
In primavera il metodo è lo stesso, con il primo picco a marzo. In pieno inverno al Nord si può parlare con il veterinario di una pausa, ma il cane che vive in un canile o in un box riscaldato non la fa. Zecche in autunno sono solo la parte del problema che si dimentica più volentieri, e la cura è la stessa dodici mesi l'anno: coprire, controllare, togliere presto.
Le zecche stanno sui cani da Aristotele, e i pastori le toglievano con il panno bagnato e i cacciatori con le mani. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto risposta. Con il fresco le zecche non muoiono, rallentano, e in autunno hanno un secondo picco misurato a Bari nel 2011. In città ci sono, perché la zecca del cane vive nei cortili e passa da cane a cane. L'antiparassitario di giugno non arriva all'inverno, e la pipetta scaduta è il momento in cui la zecca si attacca. Le applicazioni ricordano bene la data e leggono male la foto. La tradizione del controllo a mano si dà ragione con la ricerca, quella dell'olio no. I passi sono non sospendere, rinnovare il giorno giusto, controllare a mano, togliere con la pinzetta e guardare il morso. Zecche in autunno si prendono nel mese in cui si è smesso di cercarle.




