La malattia ha un nome da poco più di un secolo e una storia molto più lunga. Nel 1903 due medici, l'inglese William Leishman e l'irlandese Charles Donovan, descrivono lo stesso parassita nella milza di pazienti in India, e il parassita prende il loro nome. In Italia lo si conosce nei cani da un secolo, e nel Sud i vecchi cacciatori parlavano del cane che si consuma, con il pelo che cade intorno agli occhi e le unghie che crescono storte. Leishmaniosi è la ricerca che a settembre molti fanno per sapere se possono togliere il collare. Intorno girano tre frasi. La prima dice che finita l'estate il pericolo è finito. La seconda dice che il cane in città non la prende. La terza dice che il vaccino basta da solo. Sono frasi con una ragione, e questo articolo la trova prima di dire che cosa c'è di vero. In fondo ci sono i passi per proteggere il cane fino a quando serve davvero, in Sicilia e nel resto del Sud.
Leishmaniosi: che cosa vuol dire davvero proteggere il cane
Il parassita passa da un cane all'altro attraverso il pappatacio, un moscerino piccolissimo, giallo, silenzioso, che punge di notte. Il pappatacio è più piccolo di una zanzara, vola basso e a scatti, e non fa rumore. Passa dalle zanzariere normali. Punge dal tramonto all'alba, nelle sere calde e senza vento, e vive nelle crepe dei muri, nelle cataste di legna, nelle cantine e nelle stalle. Proteggere il cane vuol dire una cosa sola: impedire che il pappatacio lo punga.
Leishmaniosi viene capita male in tre modi, e ogni volta si scopre il cane nel momento sbagliato. Il primo è confondere il pappatacio con la zanzara. Chi pensa alla zanzara mette la zanzariera e sta tranquillo, e il pappatacio passa attraverso la rete e punge il cane che dorme sul balcone.
Il secondo è togliere il collare a fine agosto. Il collare, cioè il collare con dentro un repellente che tiene lontano il pappatacio, ha una durata di mesi e viene tolto quando finisce la voglia di pensarci. In Sicilia il pappatacio vola fino a ottobre inoltrato, e le sere di settembre sono le più pericolose, perché sono ancora calde e il cane dorme fuori.
Il terzo è non guardare il cane. I segni arrivano piano, dopo mesi: il pelo che si dirada intorno agli occhi e sulle orecchie, la pelle che si squama, le unghie lunghe, il cane che dimagrisce mangiando. Chi li scambia per età o per un'allergia perde tempo. Leishmaniosi si scopre con un esame del sangue dal veterinario, e ogni segno di questi merita quella visita.
Le applicazioni che promettono di dire quando finisce il rischio
Il telefono si è messo a fare il calendario del pappatacio. Ci sono applicazioni che, dalla tua posizione, dicono se sei in una zona a rischio e quando comincia e finisce la stagione. Altre chiedono i sintomi del cane e danno una risposta. Altre ancora tengono il conto della scadenza del collare e del vaccino.
Fanno bene una cosa: la scadenza. Leishmaniosi si prende nel mese in cui il collare è scaduto e nessuno se ne è accorto, e un promemoria vale più di molte spiegazioni. La mappa del rischio invece è larga. Dice Sicilia sì e Trentino no, e questo era vero vent'anni fa, ma non sa se il tuo quartiere ha un canale, una stalla o un muro a secco a cento metri. Il pappatacio vive a quella scala, non a scala di regione.
L'applicazione dei sintomi sbaglia di più. I segni della malattia somigliano a dieci altre cose, e nessun questionario sostituisce il prelievo. Leishmaniosi sospettata da un telefono va confermata da un veterinario, e il tempo perso a fidarsi della risposta automatica è tempo tolto al cane. Sulla scelta fra collare, pipetta e spray la guida è come scegliere l'antiparassitario, da leggere con il veterinario accanto. L'applicazione ricorda la data. Il pappatacio non legge le mappe.
Leishmaniosi fra la tradizione e la ricerca
La tradizione del Sud sapeva dove stava il pericolo senza sapere il nome. In Sicilia e in Calabria i cani da caccia si tenevano d'estate nelle case, non nei cortili, e le stalle si imbiancavano con la calce ogni primavera. C'è del vero: la calce chiude le crepe dove il pappatacio si riproduce, e il cane in casa la notte è meno esposto. In Campania si bruciavano foglie di alloro e rosmarino la sera sull'aia per allontanare i moscerini. Qui c'è meno di vero: il fumo li allontana per un'ora, e il pappatacio torna quando il fuoco si spegne. In Sardegna i pastori dicevano che il cane si ammala nelle notti di scirocco, e questo è vero a metà: le notti calde e ferme sono quelle in cui il pappatacio vola di più.
La ricerca ha misurato la stagione. Maroli e colleghi, all'Istituto Superiore di Sanità di Roma, hanno seguito per anni le catture di pappataci in Italia e hanno pubblicato che il pappatacio più comune da noi vola da maggio a ottobre, con il picco fra luglio e settembre, e che al Sud e nelle isole la stagione si allunga ancora. Le linee guida europee ESCCAP sulle malattie trasmesse da vettori chiedono di proteggere il cane per tutta la stagione del pappatacio e di aggiungere un mese dopo.
Leishmaniosi ha quindi una stagione che finisce a fine ottobre, non a fine agosto, e in Sicilia si può portare a novembre. La tradizione del cane in casa la notte si dà ragione con la ricerca. La tradizione del fumo no. Leishmaniosi si combatte con quello che hanno trovato i veterinari, cioè il repellente sul cane per tutta la stagione, e con quello che sapevano i vecchi, cioè il cane dentro dopo il tramonto.
Fino a quando proteggere il cane, un passo alla volta
Questo è l'ordine per arrivare alla fine della stagione senza buchi nella protezione.
- Tieni il repellente sul cane fino a fine ottobre, e in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna fino a metà novembre. Leishmaniosi non guarda il calendario di scuola.
- Controlla la scadenza del collare o della pipetta e rinnova il giorno giusto. Il collare di maggio a settembre è quasi finito.
- Dal tramonto all'alba tieni il cane in casa o in un locale con zanzariera a maglia fitta, quella apposta per i pappataci, non quella normale.
- Togli dal cortile le cataste di legna, le foglie marce e i cumuli di terra umida, dove il pappatacio depone. Chiudi le crepe dei muri.
- Se il cane è vaccinato, non togliere il repellente: il vaccino riduce il rischio di ammalarsi, non le punture, e le due cose si sommano.
- Guarda il cane ogni mese: pelo intorno agli occhi, pelle delle orecchie, unghie, peso. Un segno strano vale una visita.
- Fai l'esame del sangue una volta l'anno, in inverno, con il veterinario. Leishmaniosi presa presto si gestisce molto meglio.
La protezione si vede in negativo, cioè nel cane che a primavera sta bene. Il risultato dell'esame invernale è la vera misura, e va fatto ogni anno, anche quando il cane sembra in forma.
Lo stesso metodo vale anche per altri cani e altre zone
La regola del repellente per tutta la stagione vale per tutti i cani, ma qualcuno è più esposto. Il cane da caccia, che dorme nel box in campagna, è il primo. Il cane a pelo raso ha meno protezione naturale di quello a pelo lungo. Il cucciolo prende il primo repellente con il veterinario, perché non tutti i prodotti vanno bene sotto una certa età. Il cane anziano, con le difese più basse, merita l'esame del sangue anche due volte l'anno.
Chi vive al Nord non è più fuori: negli ultimi anni i veterinari trovano il pappatacio anche in Piemonte, in Veneto e sulle colline dell'Emilia, con una stagione più corta. Chi porta il cane in vacanza al Sud lo protegge prima di partire. Leishmaniosi ha una stagione che cambia con la latitudine, e il metodo non cambia: repellente, cane dentro la notte, esame ogni anno.
Il parassita ha il nome di Leishman e Donovan dal 1903, e i cacciatori del Sud conoscevano il cane che si consuma. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto risposta. Finita l'estate il pericolo non è finito: il pappatacio vola fino a ottobre, e al Sud oltre, come ha misurato l'Istituto Superiore di Sanità. Il cane di città la prende, se dorme sul balcone in una notte calda. Il vaccino non basta da solo, va con il repellente. Le applicazioni ricordano bene la scadenza e leggono male i sintomi. La tradizione del cane in casa la notte si dà ragione con la ricerca, quella del fumo no. I passi sono il repellente fino a novembre, la scadenza rispettata, il cane dentro dopo il tramonto, il cortile pulito, il vaccino insieme al repellente e l'esame ogni inverno. Leishmaniosi si evita nelle sere di settembre in cui si crede che l'estate sia finita.




