Nel 1962 lo psicologo americano Boris Levinson descrisse per primo quello che succedeva nel suo studio quando il cane restava in stanza durante le sedute con i bambini. I piccoli parlavano di più e si spaventavano di meno. Da quel lavoro nacque tutto il filone della relazione fra animali e bambini. Oggi però sappiamo che quel rapporto non è automatico, e che cane e bambini vanno accompagnati, soprattutto quando la giornata di casa cambia da un momento all'altro.
A settembre succede proprio questo. La casa che a luglio era piena di voci dalla mattina alla sera si svuota di colpo alle otto. E tornano tre idee che vale la pena verificare. La prima dice che il cane è felice di riposare finalmente in pace. La seconda dice che i bambini e il cane si capiscono da soli. La terza dice che un cane buono sopporta tutto. Questo articolo le mette sul tavolo e le guarda una per una.
Che cosa cambia per cane e bambini a settembre
Per il cane l'estate è stata una stagione di attività continua. Bambini in casa tutto il giorno vuol dire giochi, rumori, movimento, cibo che cade, porte che si aprono. Poi, da un lunedì all'altro, tutto questo sparisce per otto ore.
Il cambiamento è brusco e il cane lo sente. Alcuni dormono di più e basta. Altri diventano inquieti, seguono la persona rimasta in casa da una stanza all'altra, abbaiano ai rumori del pianerottolo o cominciano a sporcare.
Ecco come la cosa viene capita male. Primo caso: si pensa che il cane si riposi e non si cambia niente nella giornata. Il cane passa da dieci ore di stimoli a zero, e la differenza si vede nel giro di due settimane.
Secondo caso: si compensa la mattina con mezz'ora di giochi eccitanti, tirando la pallina in corridoio. Il cane resta carico e le ore che seguono diventano più lunghe, non più corte.
Terzo caso: quando i bambini tornano da scuola, li si lascia con il cane senza guardare. Il pomeriggio del rientro è il momento più delicato della giornata, perché il cane è carico di attesa e i bambini sono stanchi. Fra cane e bambini gli incidenti capitano quasi sempre in questi momenti, e quasi sempre in casa.
Nel frattempo cambia anche il ruolo di chi resta. Spesso un adulto si ritrova a gestire da solo un cane che prima aveva quattro persone attorno.
Il periodo delicato dura due o tre settimane. Fra cane e bambini l'equilibrio si rimette a posto da solo se la giornata viene riorganizzata subito, mentre si complica se si aspetta che passi.
Le applicazioni che promettono di leggere il cane
Ci sono programmi per il telefono che dicono di riconoscere lo stato d'animo del cane da una fotografia, altri che traducono l'abbaio, altri ancora che propongono giochi da fare con i bambini in base all'età.
Una cosa la fanno bene: i giochi. Avere un'idea pronta per il pomeriggio, semplice e sicura, evita che il bambino inventi qualcosa che al cane non piace. Anche i promemoria funzionano, perché la routine di settembre va costruita e ricordata.
Dove sbagliano è nella lettura. Il linguaggio del cane sta nel corpo intero e nel contesto, non in una foto. Un cane che ansima può avere caldo o essere in tensione, e la stessa immagine vale per i due casi. Nel rapporto fra cane e bambini questa differenza è proprio quella che conta.
E c'è un rischio più grosso. Un'applicazione che dice tutto bene può far abbassare la guardia nel momento sbagliato. Con cane e bambini nella stessa stanza la guardia non si abbassa mai per un messaggio sullo schermo.
La cosa utile è imparare a guardare direttamente. Sui segnali di disagio del cane c'è un discorso preciso, e sono gli stessi segnali che i programmi sbagliano più spesso.
Quello che si diceva in famiglia e quello che dice la ricerca
In molte case italiane il cane e i figli crescevano insieme nel cortile, senza nessuna regola scritta. La tradizione ha una parte di ragione: un cane che vive fra le persone impara a gestire il movimento e il rumore molto meglio di uno tenuto in disparte.
C'era anche il detto che il cane sopporta tutto dai bambini di casa. Questo non regge, ed è all'origine di molti guai. Il cane sopporta finché ha una via d'uscita, e quando non ce l'ha usa gli unici segnali che conosce. Fra cane e bambini la via d'uscita è la cosa che manca più spesso.
Una terza abitudine era mandare fuori il cane quando arrivavano gli ospiti piccoli. Sembra sbrigativa e invece è sensata: togliere il cane dalla situazione è sempre la prima soluzione.
La ricerca ha guardato dove e come succedono i problemi. Nel 2011 Ilana Reisner e i suoi colleghi hanno pubblicato su Injury Prevention uno studio sui morsi ai bambini arrivati a un centro traumatologico americano. La maggior parte era avvenuta in casa, con cani conosciuti dalla famiglia, e spesso intorno al cibo o a un oggetto.
Nel 2018 Kerstin Meints, Victoria Brelsford e Tiny De Keuster hanno pubblicato su Frontiers in Veterinary Science uno studio su come i bambini interpretano le espressioni del cane. Hanno trovato che i più piccoli leggono come sorriso la bocca aperta di un cane in tensione. È il motivo per cui fra cane e bambini serve sempre un adulto che guardi.
Come si organizza il pomeriggio con cane e bambini
La giornata di settembre con cane e bambini si costruisce in questo ordine.
- Sposta la passeggiata lunga al mattino, prima che i bambini escano. Mezz'ora con tempo per annusare vale più di un'ora di corsa.
- Insegna ai bambini a non salutare il cane appena rientrano. Prima si tolgono lo zaino, poi lo chiamano loro.
- Dai al cane un posto suo dove nessuno lo disturba, e stabilisci che lì non si tocca. Deve poter uscire dalla situazione quando vuole.
- Non lasciare mai cane e bambini da soli nella stessa stanza sotto i sei anni. Non è sfiducia nel cane, è il modo in cui si evitano gli incidenti.
- Tieni separati i momenti del cibo. La ciotola del cane e la merenda dei bambini non stanno nella stessa stanza nello stesso momento.
- Dai ai bambini un compito vero e adatto all'età: riempire la ciotola dell'acqua, spazzolare, tenere il guinzaglio in un tratto tranquillo.
- Scegli giochi calmi per il pomeriggio, come nascondere i croccantini in un tappeto. Escludi i giochi di inseguimento in casa.
La nuova routine si assesta in due o tre settimane. Il segnale che funziona è il cane che al rientro dei bambini si alza, saluta e poi torna al suo posto da solo.
Lo stesso metodo vale in altri momenti dell'anno
Quello che si è detto qui funziona anche a giugno, quando succede il contrario e la casa si riempie di colpo. Anche lì il cane ha bisogno di due settimane per abituarsi.
Vale per le feste, quando arrivano cugini e amici e la casa si riempie di bambini che il cane non conosce. In quei giorni il posto tranquillo serve più che mai, e conviene stabilirlo prima che suoni il campanello.
E vale per i cani anziani, che sopportano meno il rumore e hanno spesso dolori che non si vedono. Un cane che fino a ieri accettava di essere abbracciato può smettere di gradirlo senza che nessuno capisca perché. Fra cane e bambini l'età del cane cambia le regole più di qualunque altra cosa.
Si è partiti dal 1962 e da Boris Levinson, che per primo descrisse l'effetto del cane sui bambini. Poi sono stati messi sul tavolo tre luoghi comuni. Il primo, che il cane sia felice di riposare, va corretto: il passaggio da una casa piena a una vuota è brusco e va accompagnato. Il secondo, che si capiscano da soli, è smentito dallo studio del 2018, che ha mostrato come i bambini leggano male i segnali di tensione. Il terzo, che un cane buono sopporti tutto, è il più pericoloso dei tre, e lo studio del 2011 spiega perché.
Le applicazioni danno buone idee per giocare e cattive letture del cane. Fra cane e bambini nessuna fotografia sostituisce un adulto nella stanza. Il cortile di una volta insegnava molto e il detto sulla sopportazione no. I passi da fare riguardano la mattina, il rientro da scuola e il posto tranquillo. Cane e bambini stanno bene insieme quando c'è un adulto che guarda e una via d'uscita per tutti e due. Il resto viene con le settimane.




