Nel 1987, a Strasburgo, il Consiglio d'Europa approvò la Convenzione per la protezione degli animali da compagnia. Quel testo stabilì un principio semplice: chi tiene un animale deve provvedere ai suoi bisogni, compresi quelli di movimento e di compagnia. Fu la prima volta che una norma internazionale mise nero su bianco che un cane non è solo un bene da custodire. Il cane solo in casa entra quindi in un discorso che riguarda anche la legge, e non soltanto l'organizzazione della giornata.
A settembre la domanda torna puntuale, quando le vacanze finiscono e la casa si svuota dalle otto alle diciotto. E tornano tre idee che vale la pena verificare. La prima dice che otto ore vanno bene per tutti i cani. La seconda dice che se non fa danni allora sta bene. La terza dice che un giardino risolve il problema, perché il cane può muoversi. Questo articolo le mette sul tavolo e le guarda una per una.
Quante ore può stare un cane solo in casa
Non esiste un numero valido per tutti, e chi lo dà sta semplificando. Dipende dall'età, dal carattere, da quanto il cane ha imparato a stare solo e da come è organizzata la giornata intorno a quelle ore.
Ci sono però dei limiti pratici. Un cucciolo di pochi mesi non trattiene i bisogni per molte ore e non regge la solitudine. Un cane anziano ha spesso bisogno di uscire più spesso. Un cane adulto, sano e abituato, regge una giornata di lavoro se la mattina e la sera sono fatte bene.
La cosa che pesa di più non è il numero di ore ma come sono spezzate. Otto ore di fila sono diverse da otto ore con qualcuno che passa a metà giornata.
Ecco come la cosa viene capita male. Primo caso: si guarda solo il salotto al rientro. Un cane solo in casa che non fa danni può aver passato la giornata a dormire tranquillo oppure fermo nello stesso punto senza bere, e le due cose si assomigliano molto da fuori.
Secondo caso: si esce di corsa la mattina dopo una passeggiata di dieci minuti e si pensa di aver fatto il necessario. Il cane resta con la vescica piena e senza aver annusato niente. Un cane solo in casa dopo una passeggiata di corsa passa la mattina ad aspettare, non a riposare.
Terzo caso: si lascia il cane in giardino per tutta la giornata credendo che basti lo spazio. Un cane solo in giardino spesso non si muove più di quanto farebbe in salotto, e in più abbaia a tutto quello che passa.
Le applicazioni che contano le ore e i passi
Ci sono collari che contano i passi e le ore di sonno, telecamere che registrano i movimenti, applicazioni che costruiscono una tabella della giornata e avvisano quando il cane resta oltre un certo tempo.
Una cosa la fanno bene: misurano. Sapere che il tuo cane dorme per sei ore di fila e si alza tre volte è un'informazione vera, che nessuno può ricavare a occhio. Le telecamere servono soprattutto a vedere i primi trenta minuti, che sono quelli che raccontano se il cane sta bene o no.
Dove sbagliano è nella soglia. Molte applicazioni danno un numero massimo di ore uguale per tutti, e il cane solo in casa non funziona così. Un pastore giovane e un cane anziano di dieci chili hanno bisogni opposti, e il programma non lo sa.
Un cane solo in casa va guardato nei primi trenta minuti e nell'ultima ora, non nella media della giornata. È lì che si vede se le ore pesano.
C'è poi il dato sui passi, che conta poco. Un cane può fare molti passi girando avanti e indietro per l'agitazione, e il grafico lo registra come attività.
Se il punto di partenza è che il cane non ha mai imparato a restare da solo, il lavoro è un altro e comincia da come si abitua il cane a restare solo.
Quello che facevano i contadini e quello che dice la ricerca
Nelle campagne il cane restava in cortile tutto il giorno e nessuno se ne preoccupava. La tradizione ha una parte di ragione, e sta in un punto che oggi si dimentica: quel cane aveva rumori, odori, passaggi di persone e animali. Non era solo, era senza il proprietario.
Un'altra abitudine era lasciare al cane un osso o un pezzo di pane duro prima di andare nei campi. Regge ancora, ed è alla base del consiglio di lasciare qualcosa da masticare al momento di uscire.
C'era poi l'idea che il cane dorma tutto il giorno. È vera solo in parte, perché i cani dormono molto ma a tratti e si svegliano a ogni rumore del pianerottolo.
La ricerca ha guardato dentro quelle ore. Nel 1999 Thomas Lund e Mette Jørgensen, in Danimarca, hanno pubblicato su Applied Animal Behaviour Science uno studio in cui hanno filmato cani lasciati soli. Hanno visto che l'agitazione si concentra nei primi minuti. Un cane solo in casa che supera quella mezz'ora, secondo quello studio, nella maggior parte dei casi si calma e dorme.
Nel 2011 Therese Rehn e Linda Keeling, in Svezia, hanno pubblicato sulla stessa rivista un confronto fra mezz'ora, due ore e quattro ore di solitudine. I cani lasciati soli più a lungo salutavano il proprietario con più intensità e più a lungo al ritorno. Un cane solo in casa per molte ore, insomma, se ne accorge, anche quando non fa danni.
Come organizzare la giornata del cane solo in casa
La giornata di un cane solo in casa si costruisce intorno alle ore di assenza, non dopo. Ecco l'ordine.
- Fai una passeggiata vera prima di uscire, di almeno mezz'ora, lasciando che annusi. Un cane che ha annusato è stanco davvero, uno che ha solo camminato no.
- Dai da mangiare dopo la passeggiata e non prima. Il cane si riposa e digerisce mentre tu sei via.
- Lascia acqua fresca in due punti diversi della casa, non in uno solo.
- Prepara qualcosa da fare per i primi minuti, un tappeto con i croccantini nascosti o qualcosa da masticare. Quello è il momento che decide come andrà il resto.
- Spezza la giornata se superi le sei ore. Qualcuno che passa a metà, anche per venti minuti, cambia più di qualunque gioco lasciato in casa.
- Lascia la casa in ombra e fresca, con una finestra socchiusa in sicurezza. Il cane solo in casa soffre il caldo più di quanto si pensi.
- Al rientro non festeggiare e non correre a controllare i danni. Appendi il cappotto, bevi un bicchiere d'acqua e poi saluta con calma.
Una giornata organizzata così si mette a punto in una settimana. Se dopo un mese il cane continua a sporcare, ad abbaiare a lungo o a rovinare le uscite, il problema non è l'orario ed è il caso di parlarne con il veterinario.
Lo stesso metodo vale per altre età e altre case
Quello che si è detto qui funziona anche per i cuccioli, con una differenza sui tempi: le ore di assenza vanno costruite poco alla volta e non si parte da una giornata intera.
Vale anche per i cani anziani, che hanno bisogno di uscire più spesso e sopportano meno i pavimenti scivolosi quando si alzano da soli.
E vale in estate e in inverno, quando la temperatura della casa vuota cambia molto nell'arco della giornata. Un cane solo in casa a luglio ha bisogno di ombra e di aria, a gennaio di un punto caldo lontano dalle correnti.
Si è partiti dal 1987 e dalla Convenzione di Strasburgo, che stabilì che chi tiene un animale deve provvedere ai suoi bisogni. Poi sono stati messi sul tavolo tre luoghi comuni. Il primo, che otto ore vadano bene per tutti, non regge: dipende dall'età, dal carattere e da come è spezzata la giornata. Il secondo, che l'assenza di danni significhi che va tutto bene, è smentito dallo studio svedese del 2011, che ha misurato la differenza nel saluto al ritorno. Il terzo, che il giardino risolva, va corretto: lo spazio da solo non dà niente da fare.
Le applicazioni misurano bene e decidono male, perché la soglia giusta non è uguale per tutti. Il cortile di una volta funzionava per i rumori e i passaggi, non per lo spazio. I passi da fare riguardano la mattina prima di uscire più che il pomeriggio. Un cane solo in casa sta bene quando le ore attorno a quelle di assenza sono piene.




