Pochi comportamenti mettono a disagio quanto scoprire che il proprio cane mangia la cacca, la propria o quella di altri animali. La prima reazione è quasi sempre di disgusto e preoccupazione. Eppure si tratta di un comportamento molto più comune di quanto si immagini, che ha un nome tecnico, coprofagia, e che nella maggior parte dei casi si può gestire con pazienza e le giuste accortezze.
Un comportamento sgradevole ma diffuso
Vedere il cane mangiare le feci è naturale che generi allarme, ma è utile sapere che non si tratta di una stranezza rara. Molti cani, soprattutto da cuccioli, attraversano una fase in cui esplorano il mondo anche in questo modo. Nella maggioranza dei casi il comportamento tende a ridursi con la crescita e con una buona gestione, senza trasformarsi in un problema permanente.
Perché il cane mangia la cacca: le cause comportamentali
Dietro questo comportamento possono esserci diverse motivazioni, spesso legate all'istinto o all'ambiente più che a un vero problema:
- Il retaggio materno: le femmine puliscono i cuccioli mangiandone le deiezioni, e il piccolo può imitare questo gesto.
- La curiosità tipica del cucciolo, che esplora annusando e assaggiando ciò che trova.
- La noia o la scarsa attività fisica e mentale, che spingono il cane a cercare "occupazioni" alternative.
- La ricerca di attenzione: se il cane nota che il comportamento fa reagire il proprietario, può ripeterlo.
- L'imitazione di altri cani che lo fanno.
- Situazioni di stress o cambiamenti nell'ambiente di vita.
Quando è solo un'abitudine passeggera
Nel cucciolo, la coprofagia rientra spesso in una fase esplorativa del tutto transitoria, che si esaurisce con la crescita e con un'educazione paziente. Se il cane è vivace, in buona forma e il comportamento è occasionale, di solito si tratta di un'abitudine da correggere con la gestione, senza motivi di particolare preoccupazione. La costanza, in questi casi, fa la differenza.
Quando è meglio sentire il veterinario
C'è però una situazione in cui è opportuno non limitarsi alla gestione comportamentale: quando la coprofagia compare all'improvviso in un cane adulto che prima non la mostrava, diventa insistente o si accompagna ad altri cambiamenti nel cane. In questi casi è saggio parlarne con il veterinario, che potrà escludere cause che vanno oltre il comportamento. È un semplice controllo di prudenza, utile per affrontare la situazione con serenità.
Come aiutare il cane a smettere
La strategia più efficace unisce prevenzione, gestione dell'ambiente e rinforzo positivo:
- Raccogliere subito le deiezioni, così che il cane non abbia l'occasione di avvicinarle.
- Non punire e non sgridare: la reazione rischia di trasformarsi in attenzione o di aumentare lo stress.
- Reindirizzare l'attenzione del cane con un richiamo o un gioco, premiandolo quando si allontana.
- Arricchire la giornata con attività fisica, passeggiate e giochi di fiuto, per ridurre noia e frustrazione.
- Mantenere pulita l'area in cui vive il cane e supervisionarlo durante le passeggiate.
- Premiare con costanza i comportamenti corretti, così da rendere l'alternativa più gratificante.
Cosa non fare
Alcune reazioni istintive rischiano di peggiorare la situazione. Punire il cane dopo il fatto non gli fa capire nulla e può minare la fiducia nel proprietario. Anche mostrare grande agitazione può, paradossalmente, rinforzare il comportamento nei cani che cercano attenzione. La strada giusta è la calma, la costanza e la gestione paziente dell'ambiente.
Nella maggior parte dei casi, con un po' di attenzione e le giuste abitudini, la coprofagia si riduce fino a scomparire. Se però il comportamento ti preoccupa o compare in modo improvviso, un confronto con il veterinario resta il modo migliore per affrontarlo con tranquillità.




