In Italia si raccolgono noci da prima dei Romani, e i cani dei contadini le hanno sempre trovate a terra. Il noce si coltiva a Sorrento da secoli, e le fonti del Cinquecento citate dallo storico dell'agricoltura Emilio Sereni nella sua Storia del paesaggio agrario italiano del 1961 parlano già di noceti sulla costa. Il mandorlo in Sicilia e in Puglia è più vecchio ancora. I cani di cortile mangiavano le noci cadute e nessuno ci faceva caso, e da lì viene l'idea che siano frutta come le altre.
Oggi le noci e le mandorle stanno nelle ciotole di casa da ottobre a Natale, e girano tre frasi. La prima dice che le noci sono un veleno per il cane. La seconda dice il contrario: sono grassi buoni, e una ogni tanto fa bene. La terza dice che le mandorle sono innocue e le noci no. Questo articolo le mette sul tavolo. Prima spiega che cosa c'è dentro una noce e una mandorla e che cosa fanno alla pancia del cane. Poi dice quali frutti secchi vanno tenuti lontani e come.
Che cosa vuol dire davvero noci e mandorle per il cane
Noci e mandorle non sono veleno nel senso dell'uva o del cioccolato: non c'è una sostanza che ferma un organo. Sono un problema in tre modi. Primo, sono quasi tutte grasso: una noce è grasso per due terzi del peso, e la pancia del cane, che non è fatta per quel grasso tutto insieme, risponde con vomito, diarrea e, nei casi peggiori, con il pancreas infiammato, cioè l'organo che digerisce i grassi. Secondo, sono dure e tonde: una noce con il guscio, o una mandorla intera, si ferma in gola o nell'intestino di un cane piccolo. Terzo, quando invecchiano fanno la muffa, e la muffa delle noci produce tossine che fanno tremare e dare convulsioni.
C'è poi una noce che è veleno davvero: la macadamia, quella dei biscotti e delle miscele da aperitivo. Il centro antiveleni dell'ASPCA la elenca fra i cibi tossici, e bastano pochi frutti per un cane di taglia media. E c'è la noce moscata, che è una spezia e non un frutto secco, ma sta nella stessa ciotola di Natale e contiene una sostanza che nel cane dà tremori.
Il primo modo sbagliato di capire il problema è pensare che tutte le noci siano uguali. La noce di casa fa male per il grasso e per il guscio, la macadamia per il veleno, e le due cose non si gestiscono allo stesso modo. Il secondo è pensare che la mandorla sia innocua perché non è amara: la mandorla dolce non è velenosa, ma è grasso e ha la forma giusta per fermarsi. Il terzo è pensare che le noci a terra siano come quelle nella ciotola. Noci e mandorle cadute con il mallo, l'involucro verde, marciscono in pochi giorni e fanno la muffa.
Che cosa succede quando si sbaglia. Il cane che ha mangiato una manciata di noci vomita la sera e ha la diarrea la mattina. Il cane che ha mangiato noci vecchie dal cortile trema e cammina male, e serve il veterinario. Il cane piccolo che ha ingoiato una mandorla intera tossisce e sbava. Il cane che ha mangiato i biscotti con la macadamia ha le zampe di dietro deboli il giorno dopo, e anche lì serve il veterinario.
Le applicazioni che promettono di dire quale noce è sicura
Le applicazioni per il telefono hanno la loro tabella. Alcune elencano i cibi con il semaforo, e le noci finiscono in giallo o in rosso a seconda di chi ha scritto la lista. Altre fotografano il frutto e dicono che cos'è. Altre ancora chiedono peso del cane e quantità e danno un livello di rischio.
La tabella fa bene una cosa: mette la macadamia in rosso, e chi la legge la tiene lontana. Sbaglia quando mette tutte le noci nello stesso colore. Noci e mandorle in giallo dicono al padrone che una va bene, e non dicono che una noce con il guscio per un cane di cinque chili è un oggetto in gola. Quelle che riconoscono il frutto dalla foto confondono la noce fresca con quella vecchia, e la muffa non si vede in uno scatto.
Quelle che calcolano il rischio dal peso funzionano per la macadamia, dove la dose è nota, e non per il grasso, dove dipende dal cane: un cane che ha già avuto il pancreas infiammato reagisce a una noce, un altro a dieci. Noci e mandorle non hanno una dose sola, e l'applicazione ne dà una. Può ricordare la lista e la macadamia. Non può sapere che cosa ha già mangiato quel cane quel giorno, né vedere se la noce era marcia.
Quello che dicevano i nonni e quello che dice la ricerca
La tradizione delle zone di noceto ha le sue regole. In Campania e nel Lazio le noci si raccoglievano in fretta e si toglieva il mallo subito, perché marciva e rovinava il frutto, e i cani non dovevano stare sotto gli alberi nei giorni della caduta. In Sicilia e in Puglia le mandorle si stendevano ad asciugare sui tetti e nelle aie, lontano dagli animali. In molte case si diceva che il grasso delle noci fa venire il pelo lucido al cane.
Che cosa c'è di vero. Il mallo marcisce davvero in pochi giorni e fa la muffa, e i nonni lo sapevano per il frutto, non per il cane. Le mandorle sui tetti stavano al sicuro dagli animali per la raccolta, e per caso anche il cane ne stava lontano. Il pelo lucido è un'idea: il grasso della noce nel cane dà diarrea prima che pelo.
La ricerca ha guardato la muffa e la macadamia. La muffa delle noci produce tossine tremorgene, cioè che fanno tremare, e i casi di cani avvelenati dalle noci ammuffite sono descritti dai centri antiveleni veterinari americani da decenni, con il tremore che comincia poche ore dopo. Per la macadamia, Steven Hansen e colleghi del centro antiveleni dell'ASPCA hanno pubblicato nel 2000 lo studio su 29 cani: debolezza delle zampe posteriori, vomito e febbre in tutti, quasi sempre entro dodici ore, e guarigione in due giorni. Noci e mandorle hanno quindi una tradizione che sbagliava sul pelo lucido e aveva ragione sul mallo, e una ricerca che ha contato i tremori e la macadamia. Che cosa fare nell'ora dopo lo abbiamo scritto in la guida d'urgenza. Noci e mandorle non sono in cima a quella guida, ma la macadamia e la noce ammuffita sì.
Noci e mandorle in casa e in cortile: che cosa fare, un passo alla volta
Il metodo vale dalla ciotola del salotto al noce del vicino. Ecco i passi.
- Tieni la ciotola dei frutti secchi in alto e chiusa. Noci e mandorle sul tavolino sono alla portata di un cane medio, e i gusci rotti fanno male quanto il frutto.
- Leggi gli ingredienti dei biscotti e delle miscele da aperitivo. Se c'è la macadamia, il pacchetto sta chiuso in dispensa.
- In cortile raccogli le noci cadute ogni giorno nei giorni della caduta, mallo compreso. Quelle a terra da una settimana sono già muffa.
- Insegna il lascia con un premio in tasca prima di ottobre, sotto l'albero, con una noce a terra come esercizio.
- Se il cane mangia una o due noci fresche sbucciate ed è di taglia media, non fare niente e dagli una cena leggera. Se vomita più di due volte, chiama il veterinario.
- Se mangia noci con il guscio, una mandorla intera con meno di dieci chili di peso, noci vecchie, o qualunque cosa con macadamia, chiama il veterinario subito. Noci e mandorle in questi casi non si aspettano.
- Nei due giorni dopo guarda se trema, se cammina male dietro o se ha la pancia dura. Sono i tre segni che chiedono la visita.
Il lascia sotto l'albero funziona in due settimane di premi. La stagione delle noci dura da fine settembre a novembre, e la ciotola di Natale dura fino a gennaio: sono i quattro mesi in cui contano questi passi.
Lo stesso metodo vale anche per altri cani e altri frutti secchi
Le regole delle noci valgono per le nocciole, i pistacchi e gli anacardi, che sono grasso e forma tonda come le altre e non contengono veleno. Valgono per i pinoli, che sono piccoli e non si fermano, ma sono grasso puro. E valgono al contrario per le castagne, che sono amido e non grasso, e fanno male in un altro modo.
Cambia con il cane. Il cane piccolo ha il problema dell'oggetto, e una mandorla è già troppo. Il cane grande ha il problema del grasso, e ne mangia venti prima di fermarsi. Il cane anziano o con il pancreas già delicato ha il problema del grasso anche con una noce, e per lui la ciotola non esiste. Noci e mandorle chiedono di sapere che cane si ha, prima di sapere quante ne ha mangiate.
Le noci e le mandorle stanno nei cortili italiani da secoli, e i cani ci stanno in mezzo da altrettanto. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto tre risposte. Le noci non sono un veleno, tranne la macadamia e la muffa. Non sono grassi buoni per il cane, perché la pancia del cane non li regge. Le mandorle non sono innocue: sono grasso e oggetto come le noci. Le applicazioni mettono tutto nello stesso colore. I nonni toglievano il mallo e tenevano i cani fuori dal noceto, e avevano ragione senza saperlo per il cane. La ricerca ha contato la macadamia nel 2000 e i tremori della muffa da decenni. I passi sono sette, dalla ciotola in alto ai tre segni dei due giorni dopo. Noci e mandorle sono frutta per noi e grasso con il guscio per il cane.




