Un cane che tira non sta cercando di dominare nessuno: risponde a un riflesso che i fisiologi conoscono dai tempi di Pavlov, che nel 1916 lo chiamò riflesso di libertà, e che spinge qualunque animale trattenuto a spingere nella direzione opposta alla trazione. Più il guinzaglio tira indietro, più il cane tira avanti. È il motivo per cui strattonare non funziona, e chi cerca come fare se il cane tira al guinzaglio di solito ha già provato a strattonare per mesi. Qui si vede che cosa succede al collo del cane quando tira, con le misure di uno studio del 2020, perché i cani camminano a un ritmo diverso dal nostro, quali gesti fanno smettere di tirare in poche settimane e quali sembrano sensati e peggiorano.
Come fare se il cane tira al guinzaglio: capire prima perché tira
Il primo motivo è la velocità. Un uomo cammina a circa 5 chilometri all'ora; il passo naturale di un cane di taglia media, quando non trotta, è più rapido, e il trotto sta fra gli 8 e i 10. Il cane al guinzaglio è quindi quasi sempre trattenuto sotto la sua andatura, e la tensione sul collare nasce da lì prima ancora di qualunque distrazione. Il secondo motivo è che tirare funziona: ogni volta che il cane tira e arriva all'albero, all'altro cane o al cespuglio, la trazione è stata premiata. Il terzo è il riflesso descritto da Pavlov, che rende la resistenza automatica. Su come fare se il cane tira al guinzaglio la risposta parte quindi da un principio solo: la trazione non deve mai portare da qualche parte, e il guinzaglio lento sì. Il costo di non farlo lo ha misurato uno studio del 2020 pubblicato su Vet Record da Anne Carter e colleghi della Nottingham Trent University: le pressioni esercitate da un collare durante uno strattone superavano su un modello di collo i valori considerati sicuri per la trachea, e questo per tutti i tipi di collare, piatto, a catena o imbottito. Abbiamo spiegato le cause nell'articolo su perché il cane tira al guinzaglio. Il primo passo è quindi togliere la pressione dal collo.
Come fare se il cane tira al guinzaglio: i gesti che funzionano
Il gesto che cambia di più è fermarsi. Appena il guinzaglio va in tensione, ci si ferma e si sta immobili, senza tirare e senza parlare; quando il cane allenta, anche solo girando la testa, si riparte. Il cane impara in pochi giorni che la tensione ferma la passeggiata e il guinzaglio lento la fa andare avanti. Il secondo gesto è il cambio di direzione: quando il cane si porta davanti, si gira dalla parte opposta e si cammina, e il cane si trova a dover seguire; ripetuto senza strattoni, insegna a tenere d'occhio chi tiene il guinzaglio. Il terzo è premiare la posizione giusta: ogni volta che il cane cammina con il guinzaglio a forma di U, un pezzetto di cibo all'altezza del ginocchio, dalla parte in cui lo si vuole. Nelle prime settimane si premia molto, poi sempre meno. Questi tre gesti funzionano solo se la passeggiata dell'apprendimento è corta: dieci minuti in una strada tranquilla valgono più di un'ora al parco. Quanto tempo serve non è documentato da studi, e chi promette una settimana non lo sa: la maggior parte degli educatori parla di tre o quattro settimane per un cane adulto che tira da anni. Su come fare se il cane tira al guinzaglio c'è poi la scelta dell'attrezzo: una pettorina a Y con l'aggancio sul petto, davanti, riduce la spinta perché la trazione fa ruotare il cane verso chi lo tiene invece di fargli guadagnare terreno. Chi sceglie un collare a strozzo ottiene l'opposto: più pressione, più riflesso, più trazione.
Quello che sembra sensato e peggiora
Su come fare se il cane tira al guinzaglio, strattonare è il primo errore, ed è quello che tutti fanno: ogni strattone aggiunge pressione al collo e attiva il riflesso di cui sopra, e il cane tira di più al passo successivo. Il secondo errore è il guinzaglio estensibile: insegna che tirare allunga la corda, cioè premia la trazione a ogni metro. Il terzo è alternare: un giorno si ferma, un giorno si lascia tirare perché si ha fretta. Il cane impara che tirare a volte funziona, e un premio dato ogni tanto tiene in piedi un comportamento più di un premio dato sempre: è il principio del rinforzo intermittente, descritto da Skinner negli anni Cinquanta e verificato in tutti gli animali studiati da allora. Per come fare se il cane tira al guinzaglio questo vuol dire una cosa sola: nei giorni in cui non si ha tempo di lavorare, meglio una passeggiata cortissima che una lunga in cui il cane tira. Il quarto errore è punire a voce: il cane associa la voce arrabbiata alla passeggiata, e la passeggiata diventa tesa prima ancora di uscire.
Il caso del cane che tira solo verso qualcosa
Molti cani camminano bene finché non compare un altro cane, un gatto o un odore forte, e lì partono. Non è lo stesso problema: è una reazione a uno stimolo, e i tre gesti di prima servono a poco nel momento in cui lo stimolo è davanti. Qui si lavora sulla distanza: si osserva a quanti metri il cane comincia a tendere il guinzaglio, e si resta oltre quella distanza, premiando ogni sguardo verso di noi mentre lo stimolo è visibile. Con le settimane la distanza si accorcia. Per come fare se il cane tira al guinzaglio solo davanti ad altri cani, la regola è che non si insegna niente a un cane che è già oltre la soglia: si cambia strada e si riprova da più lontano.
La cosa da tenere a mente
Il guinzaglio teso ferma tutto, il guinzaglio lento fa andare avanti, e la regola vale a ogni uscita, senza eccezioni per la fretta. Con una pettorina che non preme sul collo e tre o quattro settimane di passeggiate corte il cane cambia, perché smette di avere motivi per tirare. Come fare se il cane tira al guinzaglio si riduce a questo: togliere alla trazione ogni risultato, e dare al guinzaglio lento tutti i risultati che il cane vuole.




