Il pavimento di legno a disegno nasce nei palazzi europei fra Sei e Settecento: la galleria di Versailles ricevette il suo parquet nel 1684, e da lì il legno lavorato a riquadri si diffuse nelle case signorili di mezza Europa. Era un pavimento da salone, non da casa di tutti.

Oggi è ovunque, e insieme è arrivato il cane in salotto. Da questo incontro nasce la questione parquet cane, che riguarda sia le unghie sia le zampe che ci camminano sopra.

Su questo girano tre idee diffuse. La prima è che con un cane in casa il parquet si rovini per forza. La seconda è che basti tenere le unghie corte. La terza è che il problema sia solo il pavimento, e non anche il cane che ci scivola sopra.

Vale la pena guardarle una per una, perché la terza è quella di cui non parla quasi nessuno ed è la più importante.

Che cosa succede davvero fra parquet cane e unghie

Il legno si graffia per due motivi diversi, e conviene tenerli separati.

Il primo è l'unghia che tocca il pavimento a ogni passo. Un cane appoggia le unghie quando cammina, e se sono lunghe battono sul legno e lasciano segni sottili. È un graffio leggero e diffuso, che nel tempo opacizza la superficie.

Il secondo è la partenza di scatto. Quando un cane parte di corsa per andare alla porta, le unghie affondano per trovare presa e lasciano righe profonde. Un solo scatto fa più danno di una settimana di passeggio.

Quindi nella questione parquet cane il punto non è quanto il cane pesa, ma quanto spesso corre in casa e quanto sono lunghe le sue unghie.

C'è poi la parte che riguarda il cane. Il legno verniciato è liscio, e i cuscinetti delle zampe non fanno presa come su un pavimento ruvido. Quando il cane parte o frena, le zampe scivolano verso l'esterno.

Ecco come si vede in casa. Il primo caso è il cane che si lancia verso l'ingresso ogni volta che suona il campanello, frena sul parquet e slitta contro la porta. Sul pavimento restano le righe, e nelle articolazioni resta lo strappo.

Il secondo caso è il cucciolo che scivola e fa fatica ad alzarsi, allargando le zampe posteriori. Sembra buffo e non lo è.

Il terzo caso è il cane anziano che smette di alzarsi dal suo posto perché sa che scivolerà. Si muove meno, perde muscoli, e il problema peggiora. Nel rapporto parquet cane questa è la conseguenza meno visibile e la più seria.

Le applicazioni che promettono di dirti quando tagliare le unghie

Sul telefono ci sono programmi che tengono il calendario della toelettatura, altri che riconoscono la razza da una fotografia e propongono una scheda di cura, altri che mandano un promemoria per il taglio delle unghie ogni tot settimane.

La parte utile c'è. Il promemoria funziona, perché le unghie si allungano piano e nessuno se ne accorge finché non si sente il rumore sul pavimento. Chi vuole tenere sotto controllo il rapporto parquet cane parte proprio dal calendario.

Anche le fotografie servono per il confronto. Una immagine della zampa ogni mese fa vedere quanto è cresciuta l'unghia meglio della memoria, ed è il dato che serve davvero a chi convive con il problema parquet cane.

Dove sbagliano è nell'intervallo fisso. Un programma propone un taglio ogni tre o quattro settimane per tutti, e il ritmo di crescita cambia da cane a cane e soprattutto da superficie a superficie: un cane che cammina molto sull'asfalto consuma le unghie da solo, uno che vive su parquet e tappeti no.

Poi c'è il limite più grosso. Nessuna applicazione vede dove finisce la parte viva dell'unghia, cioè il vaso che sta dentro e che sanguina se lo tagli. Su un'unghia scura non si vede nemmeno a occhio, e se non sei sicura di dove fermarti l'unghia la fa tagliare il veterinario o il toelettatore.

Quello che facevano i cacciatori e quello che dice la ricerca

Le tradizioni italiane sulle zampe dei cani vengono dal lavoro, non dall'arredamento, e per questo dicono sul rapporto parquet cane più di quanto ci si aspetti.

La prima è quella dei cacciatori appenninici, che controllavano le zampe del cane dopo ogni uscita. Guardavano i cuscinetti, i tagli, le spighe fra le dita. È un'abitudine che vale ancora, e in casa serve per accorgersi delle unghie prima che siano troppo lunghe.

La seconda è la paglia sul pavimento delle stalle, che oltre a scaldare dava presa. I cani da lavoro camminavano su superfici ruvide tutto il giorno e le unghie si consumavano da sole.

La terza è il pelo fra i cuscinetti tenuto corto, tradizione dei pastori di montagna che lo tagliavano per la neve. Oggi serve per un altro motivo: il ciuffo di pelo che cresce sotto la zampa toglie presa sul parquet e fa scivolare il cane.

La ricerca ha guardato soprattutto il secondo aspetto. Krontveit e colleghi, in uno studio norvegese pubblicato su Preventive Veterinary Medicine nel 2012, hanno seguito centinaia di cuccioli di razze grandi e hanno visto che quelli cresciuti su pavimenti scivolosi nelle prime settimane di vita avevano un rischio più alto di sviluppare problemi all'anca. Non dice che il parquet rovina tutti i cani: dice che nei cuccioli grandi la presa sotto le zampe conta.

Tradizione e ricerca si danno ragione su un punto: nella questione parquet cane le zampe vanno guardate quanto il pavimento. Sul taglio vero e proprio, se non lo hai mai fatto, aiuta sapere come si tagliano in sicurezza.

Parquet cane, come proteggere il pavimento un passo alla volta

Ecco i gesti, in ordine, partendo da quelli che rendono di più.

  • Ascolta il rumore quando il cane cammina. Se senti il ticchettio delle unghie sul legno, sono già troppo lunghe: è la prova più semplice che esista.
  • Accorcia le unghie poco e spesso, ogni due o tre settimane. Tagli piccoli e frequenti fanno meno danno di un taglio grande ogni due mesi, e spaventano meno il cane.
  • Taglia il pelo che cresce fra i cuscinetti. È la cosa che cambia di più sulla presa, e la fa anche il toelettatore in cinque minuti.
  • Metti un tappeto lungo il percorso che il cane fa di corsa. Di solito è quello fra il divano e la porta d'ingresso: lì si concentra il novanta per cento dei graffi.
  • Usa tappeti con il sotto antiscivolo. Un tappeto che scappa è peggio del parquet nudo, perché il cane cade insieme al tappeto.
  • Non farlo correre in casa. Il gioco del riporto in corridoio è divertente e su un pavimento liscio è la fonte principale dei danni, al legno e alle articolazioni.
  • Metti un tappetino davanti alla porta d'ingresso. È il punto di frenata, ed è lì che il parquet cane si rovina per primo.
  • Se il cane scivola spesso, fatica ad alzarsi o allarga le zampe posteriori, parlane con il veterinario prima di comprare qualsiasi cosa.

Il risultato sul parquet cane si sente prima di vedersi. Il ticchettio sparisce in due o tre sessioni di taglio, mentre i graffi già fatti restano: da lì in avanti si tratta di non aggiungerne altri.

Lo stesso metodo vale anche per gli altri pavimenti

Il ragionamento non riguarda solo il legno.

Vale per il gres lucido e per il marmo, che graffiano meno ma scivolano di più. Lì il problema del pavimento quasi non esiste e quello del cane resta intero.

Vale per le scale, che sono il punto più pericoloso di una casa con un cane anziano o con un cucciolo. Una striscia antiscivolo su ogni gradino costa poco e toglie il rischio peggiore.

Vale infine per i cani di taglia grande e per quelli lunghi di schiena, dove il problema parquet cane pesa il doppio: più peso da fermare e meno stabilità quando le zampe partono.

Ripercorriamo la strada. Il parquet nasce nei saloni di Versailles nel Seicento, e per tre secoli non ha mai incontrato un cane che gli correva sopra.

Dei tre luoghi comuni, il primo va ridimensionato: il legno si rovina per gli scatti e per le unghie lunghe, non per la semplice presenza di un cane. Il secondo è vero a metà, perché le unghie contano ma il pelo fra i cuscinetti conta quasi altrettanto. Il terzo è quello che quasi nessuno dice, e lo studio norvegese del 2012 spiega perché la presa sotto le zampe non è un dettaglio.

Le applicazioni ricordano il taglio e conservano le foto, e in questo aiutano. Non vedono dove finisce la parte viva dell'unghia, e su un'unghia scura nemmeno tu la vedi. I cacciatori controllavano le zampe dopo ogni uscita e i pastori tenevano corto il pelo fra i cuscinetti.

I passi sono otto e i primi tre costano zero. Con il parquet cane la cosa che rende di più è la più semplice: ascoltare il ticchettio quando cammina.