Il premio in tasca nasce con l'addestramento moderno: negli anni Quaranta la psicologa americana Marian Breland Bailey, allieva di Skinner, addestrò con il cibo migliaia di animali e mostrò che un boccone piccolo dato al momento giusto vale più di uno grande dato a caso. Da lì il bocconcino è entrato nelle tasche di tutti, e oggi è il modo più comune in cui un cane di casa prende peso senza che nessuno se ne accorga. Snack per cani: sono i biscotti, le strisce, i bastoncini e i bocconi che si danno fuori dalla ciotola, e la domanda è quanti al giorno. Su questo girano tre luoghi comuni. Il primo dice che un biscotto non fa niente. Il secondo dice che i premi servono per educare, quindi non si contano. Il terzo dice che gli snack naturali, come le orecchie di maiale, non fanno ingrassare. Ognuno ha una ragione, e l'articolo la cerca prima di correggerli.

Snack per cani: che cosa vuol dire davvero quanti al giorno

Snack per cani vuol dire tutto quello che il cane mangia fuori dal pasto: il biscotto della mattina, il pezzo di pane a tavola, il boccone per il seduto, il bastoncino per i denti, la crosta di formaggio. Ognuno ha delle calorie, e le calorie si sommano a quelle della ciotola. La regola che i veterinari usano è semplice: tutto quello che sta fuori dalla ciotola non deve superare un decimo di quello che il cane mangia in un giorno, e la ciotola si riduce di conseguenza.

Chi lo capisce male fa tre cose. Dà un biscotto grande a un cane piccolo, e per un cane di cinque chili quel biscotto vale un quarto del suo fabbisogno. Usa i premi per l'addestramento senza contarli, e in una passeggiata di richiami ne dà trenta. Oppure sostituisce il biscotto con l'orecchio di maiale essiccato, pensando al naturale, e non sa che quello vale quanto quattro biscotti. Snack per cani sono un problema di somma, e la somma si fa a fine giornata, non a ogni boccone.

Le applicazioni che contano le calorie dei premi

I programmi per il telefono che gestiscono l'alimentazione del cane hanno quasi tutti una voce per i premi, e fanno bene a metterla: chi segna ogni boccone si accorge in una settimana di quanti ne dà. Quelli che calcolano il fabbisogno del cane e scalano i premi dalla razione sono i più utili, perché fanno la somma al posto tuo. Quelli che leggono il codice a barre di un prodotto e ne danno le calorie aiutano, quando il prodotto ha l'etichetta completa, e molti snack non ce l'hanno.

Snack per cani, per un'applicazione, sono una riga da compilare, e la riga la compila chi si ricorda. La risposta automatica non conta il pezzo di prosciutto dato dal figlio sotto il tavolo, non conta il biscotto del vicino, non conta il bastoncino che il cane ha finito in dieci minuti invece che in un'ora. Un'applicazione può fare la somma di quello che le dici. Non può vedere quello che non le dici. Sui gesti che tengono il cane magro, c'è già un articolo su come prevenire il sovrappeso nel cane. Snack per cani si contano con una ciotolina la mattina, e lo vediamo nei passi.

Quello che dicevano i nonni e quello che dice la ricerca

I nonni di campagna davano al cane gli avanzi della tavola, il pane e la pasta, e dicevano che il cane mangia quello che mangiamo noi: per un cane che lavorava tutto il giorno nei campi era vero, e per un cane di casa oggi non lo è più. In molte zone d'Italia si diceva che l'osso è il premio del cane, e che tiene i denti puliti: l'osso crudo grande ha una ragione, quello cotto si scheggia, e la tradizione va presa a metà. I cacciatori davano un pezzo di pane secco al cane dopo il lavoro, uno solo: la misura era giusta, e regge ancora.

La ricerca ha dato la regola del decimo. Le linee guida per l'alimentazione dei cani pubblicate nel 2011 dall'associazione mondiale dei veterinari per piccoli animali, la WSAVA, indicano che i premi e gli extra non devono superare il dieci per cento delle calorie del giorno, perché oltre quella quota la dieta perde equilibrio e il cane ingrassa. Uno studio dell'Università di Padova pubblicato nel 2020 sulla rivista Animals da Rebecca Ricci e colleghi ha analizzato le etichette di centinaia di snack in commercio in Italia e ha trovato che molti hanno più calorie per grammo del cibo principale e che le etichette spesso non le riportano. Snack per cani, per la ricerca, sono un decimo del giorno e vanno letti sull'etichetta, quando c'è. Tradizione e ricerca si danno ragione sul pezzo di pane e sull'osso crudo grande, e torto sugli avanzi della tavola. Snack per cani si pesano, non si stimano.

Snack per cani: quanti darne, un passo alla volta

Snack per cani si gestiscono con una ciotolina, una bilancia da cucina e una regola che vale per tutta la famiglia.

  • Pesa la razione di un giorno del cane e calcola un decimo: quello è il massimo di premi per tutto il giorno. Per un cane che mangia duecento grammi sono venti grammi.
  • La mattina metti in una ciotolina i premi del giorno, pesati, e usa solo quelli. Quando la ciotolina è vuota, i premi sono finiti.
  • Togli dalla ciotola della sera il peso dei premi dati. Non aggiungere: sostituisci.
  • Spezza i biscotti in pezzi piccoli: per l'addestramento il cane premia il gesto, non la quantità, e un pezzo da un grammo vale quanto uno da dieci.
  • Usa le crocchette della sua razione come premio in passeggiata, prese dalla ciotola: costano zero calorie in più.
  • Leggi l'etichetta e scarta gli snack senza le calorie scritte. Se non c'è il numero, non sai cosa stai dando.
  • Metti d'accordo la famiglia: una sola persona riempie la ciotolina, e nessuno dà cibo dalla tavola.

Snack per cani contati così si imparano in una settimana e si vedono sulla bilancia in un mese. Un cane che riceve i premi dalla ciotolina non ingrassa e non impara meno, perché il numero dei premi resta lo stesso e cambia solo la misura.

Lo stesso metodo vale anche per altri cani

La ciotolina della mattina vale per tutti, ma il cane piccolo chiede pezzi ancora più piccoli, perché il suo decimo sono dieci grammi e un biscotto da solo li supera. Il cucciolo in addestramento riceve molti premi al giorno, e per lui la regola delle crocchette della razione è quella che salva il peso. Il cane anziano, che si muove poco, vede il suo decimo scendere con la razione. I cani con problemi di stomaco o di pelle hanno spesso una lista di snack permessi dal veterinario, e la ciotolina serve anche a non uscire da quella. E i bastoncini da masticare, che durano ore, si contano come snack anche se sembrano un gioco. Snack per cani sono uguali per tutti nel metodo e diversi nella misura, e la misura la dà il peso del cane.

Il premio è entrato nelle tasche con l'addestramento e non se n'è più andato. I tre luoghi comuni finiscono così: un biscotto conta, e su un cane piccolo conta molto, i premi per educare si contano come gli altri, e lo snack naturale ha le sue calorie come il biscotto. Le applicazioni sommano quello che si ricorda di dire. I nonni avevano ragione sul pezzo di pane e torto sugli avanzi, e la regola del decimo della WSAVA e lo studio di Padova hanno dato i numeri. I passi sono sette: calcolare il decimo, la ciotolina, sostituire e non aggiungere, spezzare, usare le crocchette, leggere l'etichetta, una sola persona. Snack per cani non sono un problema di quanti, ma di quanto pesano tutti insieme.