Le crocchette esistono dal 1860, e con loro l'etichetta. Quell'anno James Spratt, un elettricista americano a Londra, mise in vendita il primo biscotto per cani in scatola, con grano, barbabietola e carne, e la pubblicità sulle riviste inglesi dell'epoca prometteva ai cani forza e pelo lucido. Da allora la scatola ha sempre promesso, e la legge ha impiegato un secolo a imporre che dicesse anche la verità. In Europa lo fa il regolamento 767 del 2009, che stabilisce che cosa deve stare scritto e in che ordine.

Oggi la scelta si fa davanti a uno scaffale con cento sacchi, e girano tre frasi. La prima dice che il primo ingrediente è quello che conta. La seconda dice che più proteine ci sono, meglio è. La terza dice che il sacco con la foto della carne contiene carne. Questo articolo le mette sul tavolo. Prima spiega che cosa c'è scritto davvero su un sacco e che cosa la legge obbliga a dire. Poi dice come leggerlo in cinque passaggi, con il sacco in mano.

Che cosa vuol dire davvero etichetta delle crocchette

Etichetta delle crocchette vuol dire quattro righe obbligatorie per legge, e tutto il resto è pubblicità. La prima è il nome del prodotto, con la parola che dice a chi serve: cane adulto, cucciolo, anziano. La seconda è la lista degli ingredienti, in ordine di peso, dal più abbondante al meno. La terza sono i componenti analitici, cioè quanta proteina, quanto grasso, quanta fibra e quanta cenere ci sono, in percentuale. La quarta sono gli additivi, cioè le vitamine e i minerali aggiunti, con la quantità.

La lista degli ingredienti ha una regola che inganna. È in ordine di peso al momento della miscela, e la carne fresca è acqua per tre quarti. Un sacco con la carne fresca al primo posto può contenere, dopo la cottura, meno carne di un sacco con la farina di carne al terzo. Il numero vero sta nella percentuale, quando c'è, e la legge obbliga a scriverla solo se l'ingrediente è nel nome del prodotto.

Il primo modo sbagliato di capirla è fermarsi al primo ingrediente. Etichetta delle crocchette con pollo fresco al primo posto e riso, mais e grano ai posti due, tre e quattro è un sacco di cereali. Il secondo è cercare la proteina più alta. Un cane adulto di casa ha bisogno di una quota che le linee guida della FEDIAF, la federazione europea dell'industria, fissano intorno al diciotto per cento sulla sostanza secca, e il resto è di più senza motivo. Il terzo è credere alla foto. La foto è pubblicità, e la legge non la regola come regola la lista.

Che cosa succede quando si sbaglia. Il cane con il sacco di cereali ha feci abbondanti e un pelo spento. Il cane con le proteine altissime beve molto e ha feci scure e molli. Il cane di sette anni con il sacco per cuccioli ingrassa in tre mesi. E il padrone che ha pagato la foto della bistecca ha comprato la stessa farina del sacco più economico.

Le applicazioni che promettono di leggere l'etichetta al posto tuo

Il telefono legge i sacchi. Ci sono applicazioni che fotografano il codice a barre e danno un voto da uno a cento. Altre fotografano la lista degli ingredienti e la spiegano parola per parola. Altre ancora confrontano due sacchi e dicono quale è meglio.

Quella che spiega gli ingredienti fa una cosa buona: dice che cosa sono i sottoprodotti, che cosa è una farina di carne, che cosa è la cenere, e un padrone che non sapeva legge il sacco dopo. Sbaglia quando giudica. Il voto premia la carne fresca al primo posto e punisce i cereali, e non tiene conto dell'acqua. Etichetta delle crocchette letta da un voto automatico dà cento a un sacco con pollo fresco e cereali dietro, e sessanta a uno con farina di pollo e riso, che ha più carne.

Quella che confronta due sacchi fa il confronto sulle percentuali di proteina, e più alto vince, senza sapere se il cane è un levriero da corsa o un bassotto sul divano. Etichetta delle crocchette è un documento che dipende dal cane che la legge, e l'applicazione non lo conosce. Può spiegare le parole. Non può sapere quanto pesa il cane, quanto corre e che feci ha fatto stamattina.

Quello che dicevano i nonni e quello che dice la ricerca

La tradizione dei cani di campagna non aveva etichette, ma aveva regole. Nel Centro e nel Sud i cani mangiavano il pastone, pane secco bagnato nel brodo con gli avanzi, e si diceva che il cane deve mangiare quello che mangia la casa. I pastori sardi e abruzzesi davano ai cani il siero del formaggio con il pane, e dicevano che il cane grasso non lavora. I cacciatori davano la carne solo dopo la caccia, e dicevano che la carne tutti i giorni rende il cane pigro.

Che cosa c'è di vero. Il pastone era povero di carne e i cani vivevano meno, ma il siero e il pane davano proteine e calorie bastanti per un cane da lavoro. Il cane grasso non lavora è vero, e la carne tutti i giorni non rende pigro nessuno, ma i cacciatori risparmiavano. Le regole di casa erano regole di quantità, e la quantità sull'etichetta di oggi sta nella tabella delle dosi, che quasi nessuno legge.

La ricerca ha guardato quello che i sacchi dicono davvero. Un gruppo dell'Università di Nottingham, in Inghilterra, guidato da Ruth Maclean, ha analizzato nel 2015 su Food Control il contenuto di 17 cibi per cani e gatti e ha trovato che in molti la carne dichiarata nel nome non corrispondeva alla carne trovata, con specie non dichiarate in gran parte dei campioni. Le linee guida della FEDIAF, aggiornate nel 2021, fissano i minimi di proteine, grassi, vitamine e minerali per il cane adulto e per il cucciolo, ed è a quelle che i produttori europei dicono di attenersi quando scrivono completo sul sacco. Etichetta delle crocchette è quindi un documento a metà: la legge obbliga alla lista, la ricerca dice che la lista a volte mente, e la parola completo è l'unica promessa che ha una regola dietro. La lettura passo per passo l'abbiamo già fatta in come leggere l'etichetta. Etichetta delle crocchette in cinque passaggi è la versione da scaffale, con il sacco in mano.

Etichetta delle crocchette: i cinque passaggi, con il sacco in mano

La lettura dura due minuti e si fa nell'ordine in cui le righe stanno sul sacco. Ecco i passi.

  • Cerca la parola completo. Se c'è, il sacco copre da solo tutti i bisogni del cane secondo le linee guida. Se c'è scritto complementare, è un premio o un condimento, non un pasto.
  • Guarda a chi è destinato: cucciolo, adulto, anziano, e la taglia. Un sacco per cuccioli su un cane di otto anni è un sacco sbagliato anche se è ottimo.
  • Leggi i primi tre ingredienti e chiediti se sono freschi o secchi. Carne fresca vale un quarto del suo peso. Etichetta delle crocchette con farina di carne al primo posto ha più carne di una con carne fresca al primo e cereali dietro.
  • Cerca la percentuale accanto alla carne. Se il nome dice al pollo, la legge obbliga a scrivere quanto pollo c'è, e quel numero è l'unico che non può mentire.
  • Guarda i componenti analitici: proteine fra il venti e il trenta per cento e grassi fra il dieci e il venti vanno bene per un cane adulto di casa. Sopra, è cibo da lavoro; sotto, è cibo leggero.
  • Leggi la tabella delle dosi e pesa la ciotola una volta con la bilancia da cucina. Etichetta delle crocchette letta bene e ciotola a occhio è un cane grasso in sei mesi.
  • Gira il sacco e cerca la data e il lotto. Un sacco aperto da più di un mese ha perso le vitamine e prende odore di rancido.

La lettura si impara in tre sacchi. Il risultato sul cane, feci compatte e pelo lucido, si vede dopo un mese dal cambio, se il sacco era giusto per lui.

Lo stesso metodo vale anche per altri cibi e altri cani

I cinque passaggi valgono per l'umido, dove la lista è la stessa e l'acqua è di più: nella scatoletta la carne fresca al primo posto è normale e la percentuale conta ancora di più. Valgono per i premi e i biscotti, dove la parola completo non c'è mai e la tabella delle calorie sì, e i premi sono la causa più comune del cane grasso.

Cambiano con il cane. Il cucciolo ha bisogno del sacco per cuccioli fino all'anno, e i numeri dei componenti analitici sono più alti per legge. Il cane anziano ha bisogno di meno calorie e delle stesse proteine, e il sacco per anziani lo dice. Il cane da lavoro, che corre tre ore al giorno, ha bisogno del sacco con i numeri alti che per il cane da divano sono troppi. Etichetta delle crocchette si legge sempre con lo stesso metodo, e si sceglie sempre per un cane preciso.

I biscotti di Spratt del 1860 promettevano forza e pelo lucido, e i sacchi di oggi promettono lo stesso con una legge dietro. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto tre risposte. Il primo ingrediente conta, ma pesato con l'acqua dentro inganna. Più proteine non è meglio: è meglio quello che serve a quel cane. La foto della carne non è la carne, e la ricerca di Nottingham ha trovato che a volte non lo è nemmeno la lista. Le applicazioni spiegano le parole e sbagliano i voti. I nonni non avevano etichette e avevano la regola del cane grasso che non lavora. I passi sono sette, da completo alla data sul fondo. Etichetta delle crocchette si legge in due minuti, e il cane si guarda per un mese.