Il canile come lo conosciamo ha una data. La legge quadro sul randagismo, la numero 281 del 1991, ha vietato in Italia la soppressione dei cani raccolti e ha trasformato i canili da luoghi di attesa della fine in luoghi di attesa di una casa. Prima di allora il cane senza padrone aveva pochi giorni. Dopo, ha una gabbia e un numero, e da trentacinque anni la sua uscita si chiama adozione. Adottare un cane è la ricerca che cresce a settembre, dopo un'estate in cui i canili si riempiono, e non è un caso. Intorno girano tre frasi. La prima dice che il cane del canile ha sempre qualche problema. La seconda dice che a settembre i canili sono pieni solo di cani abbandonati d'estate. La terza dice che il cucciolo si adatta e l'adulto no. Ognuna ha una ragione, e questo articolo la trova prima di dire che cosa c'è di vero. In fondo ci sono i passi per andare al canile a settembre e tornare con il cane giusto.

Adottare un cane a settembre: che cosa vuol dire davvero

Settembre è il mese giusto per tre motivi concreti, e nessuno è sentimentale. Il primo è la temperatura: le prime settimane con un cane nuovo sono fatte di passeggiate lunghe per conoscersi, e a settembre si esce alle sei di sera senza morire di caldo. Il secondo è il tempo: chi ha ferie a settembre o rientra con orari ancora morbidi può stare a casa i primi giorni, che sono quelli in cui il cane impara dove è. Il terzo è il canile stesso, che a settembre ha più cani e più bisogno di farli uscire, e ha personale tornato dalle ferie con il tempo di seguirti.

Adottare un cane viene capito male in tre modi, e ogni volta il cane torna in canile. Il primo è scegliere con gli occhi. Si va al canile, si vede il cane più bello o quello che fa più pena, e si torna a casa con un cane che non c'entra niente con la propria vita: un cane da pastore in un bilocale al quarto piano senza ascensore, un cane anziano con chi corre dieci chilometri al giorno.

Il secondo è avere fretta. Il cane in canile è un cane in gabbia, e in gabbia si comporta come un cane in gabbia: abbaia, salta, o sta in fondo senza muoversi. Chi lo giudica lì, in cinque minuti, non lo conosce. A casa, dopo tre settimane, è un altro cane, e a volte è un cane che non ci si aspettava.

Il terzo è non chiedere. Il canile sa del cane cose che tu non sai: da dove viene, se stava con altri cani, se ha paura degli uomini, se tira. Adottare un cane senza fare domande vuol dire scoprire al primo giorno di pioggia che ha il terrore dei temporali, e scoprirlo con il divano rotto.

Le applicazioni che promettono il cane giusto

Il telefono si è messo anche nelle adozioni. Ci sono applicazioni che mostrano i cani dei canili con foto e scheda, filtrabili per taglia, età e zona. Altre fanno un questionario sulla tua casa e sulla tua vita e propongono il cane compatibile. Altre ancora riconoscono la razza dalla foto e dicono che cosa aspettarsi.

Fanno bene una cosa: mostrano i cani che nessuno va a vedere. Adottare un cane senza applicazione vuol dire andare nel canile vicino e vedere i venti cani in fondo al corridoio, e i cani nei canili lontani, o nei rifugi piccoli, non li vede nessuno. La foto in rete fa uscire il cane invisibile, e questo è un servizio vero.

Sbagliano quando promettono la compatibilità. Il questionario chiede metri quadrati e ore fuori casa, e questo va bene, ma non sa che carattere ha il cane: la scheda la scrive un volontario in due righe, e il cane calmo della scheda è calmo in gabbia, non in casa. La razza dalla foto sul cane di canile, che è quasi sempre un incrocio, dà un nome che non spiega niente. Adottare un cane comincia sull'applicazione e finisce al canile, in tre visite. Il percorso passo per passo è in la guida all'adozione dal canile, con i documenti e i tempi. L'applicazione fa vedere il cane. Conoscerlo si fa a piedi.

Adottare un cane fra la tradizione e la ricerca

La tradizione italiana non adottava: prendeva. Nelle campagne il cane arrivava da una cucciolata del vicino, e in molte zone del Sud si diceva che il cane va preso cucciolo, altrimenti non si affeziona. C'è del vero solo a metà: il cucciolo si abitua alla casa, ma l'adulto si affeziona lo stesso, e spesso in meno tempo, perché ha già capito che cosa vuol dire avere una casa. Nel Nord, nelle cascine, si diceva che il cane grande sa già tutto e non si insegna più. Qui c'è meno di vero: il cane adulto impara per tutta la vita, più piano del cucciolo e con più memoria. In molte zone si diceva che il cane di canile porta con sé i guai di chi lo ha lasciato, e questa è la frase da cui nasce il primo luogo comune.

La ricerca ha guardato che cosa fa scegliere un cane e che cosa lo fa restare. Protopopova e Wynne, all'Arizona State University, hanno pubblicato nel 2014 su Applied Animal Behaviour Science uno studio nei canili americani: i cani adottati prima erano quelli che, durante l'incontro con la persona, si sdraiavano vicino e non ignoravano i giochi, e non i più belli. Il comportamento nei cinque minuti di incontro contava più della razza.

Adottare un cane bene ha quindi una regola misurata: l'incontro fuori dalla gabbia dice più della scheda. Sul ritorno in canile, le associazioni italiane come LAV ed ENPA segnalano ogni anno che i cani riportati sono soprattutto quelli scelti in fretta e senza domande, e che l'estate è la stagione degli abbandoni. La tradizione del cucciolo si dà torto con la ricerca. La tradizione del cane grande che non impara pure. Adottare un cane a settembre vuol dire scegliere fra i tanti arrivati d'estate con il tempo che l'estate non dava.

Come andare al canile a settembre, un passo alla volta

Questo è l'ordine per tornare a casa con un cane che resta.

  • Scrivi su un foglio la tua giornata vera: ore fuori casa, metri di casa, scale, bambini, altri animali, chilometri che fai a piedi. Adottare un cane comincia da questo foglio, non dalla foto.
  • Chiama il canile e chiedi un appuntamento con chi conosce i cani, non una visita libera. Porta il foglio.
  • Fai tre visite in giorni diversi, e almeno una passeggiata fuori dal cancello con il cane che ti hanno proposto. In gabbia il cane non è lui.
  • Fai le domande: da dove viene, da quanto è in canile, come sta con gli altri cani, con i bambini, in macchina, se ha paure note. Segna le risposte.
  • Se hai un altro cane, portalo al canile e fai l'incontro lì, con il personale, prima di decidere.
  • Prendi il cane in un giorno in cui puoi stare a casa i tre giorni dopo. Le prime settantadue ore sono quelle in cui impara la casa.
  • Chiedi al canile il numero di chi ti ha seguito e chiama alla prima difficoltà, non dopo un mese. Adottare un cane con qualcuno che risponde al telefono è la differenza fra un problema e un ritorno.

Le tre visite si fanno in due settimane. Il cane si conosce davvero in tre mesi: le prime tre settimane sono di paura, il secondo mese è di prova, il terzo è il cane vero.

Lo stesso metodo vale anche per altri cani e altri momenti

Il foglio, le tre visite e le domande valgono per ogni adozione, e per alcune valgono di più. Il cane anziano, che a settembre in canile è il più ignorato, chiede un foglio con meno chilometri e più tempo in casa, e in cambio dà un cane che ha già finito di imparare. Il cane di taglia grande chiede la domanda sull'ascensore prima di quella sul carattere. Il cane con una storia di maltrattamento chiede il numero di telefono del canile più di ogni altro.

A gennaio, dopo le feste, i canili ricevono i cuccioli regalati a Natale e cresciuti troppo, ed è l'altro mese in cui il metodo serve. A giugno, prima delle vacanze, molti canili frenano le adozioni, perché il cane preso a giugno rischia di tornare a luglio. Adottare un cane a settembre ha il vantaggio del tempo, e il metodo delle tre visite e del foglio vale in ogni mese in cui c'è tempo per farlo.

Il canile come luogo di attesa di una casa esiste dalla legge 281 del 1991. Le tre frasi dell'inizio hanno avuto risposta. Il cane del canile non ha sempre un problema, ha una gabbia, e fuori dalla gabbia è un altro cane. A settembre i canili hanno i cani dell'estate e anche quelli che ci stanno da anni, e il tempo per conoscerli. Il cucciolo si adatta e l'adulto pure, e più in fretta. Le applicazioni fanno vedere i cani invisibili e sbagliano la compatibilità. La tradizione del cucciolo e del cane grande che non impara si dà torto con la ricerca di Arizona del 2014, che ha misurato quanto conta l'incontro fuori dalla gabbia. I passi sono il foglio della tua vita, l'appuntamento, le tre visite, le domande, l'incontro con l'altro cane, i tre giorni a casa e il numero di chi ti ha seguito. Adottare un cane a settembre vuol dire avere il tempo di scegliere, e il cane lo sente.